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Sonego da impazzire

Pubblicato il 15 maggio 2021

Probabilmente non c’era nessuno, meglio di Lorenzo Sonego, che potesse far riemergere il feeling tra pubblico e giocatori dopo la lunga attesa nella pandemia. La sconfitta con Djokovic in semifinale non toglie nulla alla settimana più importante della carriera del piemontese, ormai a ridosso dei top 10 della Race. 

Probabilmente non c’era nessuno, meglio di Lorenzo Sonego, che potesse far riemergere il feeling tra pubblico e giocatori dopo la lunga attesa nella pandemia. Non c’era nessuno che potesse esaltare Roma in questo modo, con le sue rimonte, con il suo carattere, con la sua voglia di lottare che non finisce mai, nemmeno quando le energie sono in riserva. La magia del Foro Italico è intatta, malgrado il Covid e malgrado le restrizioni che tuttavia permangono, con un limite al 25 per cento degli ingressi. Sonego, questa magia, l’ha saputa rinvigorire, l’ha saputa riportare alla luce come uno che non vedeva l’ora di poter riabbracciare – virtualmente – la gente e il suo calore. Nella partita contro Thiem, era stato un amore interrotto, causa coprifuoco, proprio nel momento più bello, l’avvio del terzo set. Mentre nei quarti contro Rublev il pubblico si è goduto l’impresa dall’inizio alla fine, impazzendo di gioia su ogni recupero, su ogni vincente che il piemontese ha saputo giocare.

DIFESA E ATTACCO

Affrontare Lorenzo quando si trova ‘in the zone’, come dicono gli americani, è un’esperienza molto complicata. Perché da un lato, se il servizio gira a dovere, ti mette pressione in ogni suo turno di battuta, alternando botte secche e kick, girando poi attorno alla palla per punirti con un diritto fulminante. Ma dall’altro lato, quando viene attaccato, l’allievo di Gipo Arbino sa difendere come pochi altri, non solo tra i suoi connazionali. Non a caso, tempo fa, i colleghi lo chiamavano ‘il polipo’, per la sua capacità straordinaria di allungarsi con le braccia e rimandare di là qualunque cosa, con la racchetta o con l’intenzione. Più volte, Dominic Thiem e Andrey Rublev, due che hanno un cannone nel braccio, hanno comandato lo scambio ma ne sono usciti frustrati, perché alla fine il punto l’ha fatto l’altro. Tecnicamente, poi, Lorenzo migliora match dopo match. E quando gioca libero, con l’obiettivo (dichiarato) di divertirsi, anche il rovescio bimane sa essere efficace e filante, malgrado rimanga il suo colpo meno naturale.

TORINO IN VISTA

Sonego ha già superato Fabio Fognini nel ranking Atp live, e da lunedì tornerà nei primi 30 al mondo, mentre è addirittura a ridosso dei 10 nella Race che promuoverà i migliori 8 alle Nitto Atp Finals di Torino. Ecco, Torino è proprio la città di Lorenzo, dove è nato ed è cresciuto, all’ombra di altri che fino a qualche anno fa sembravano avere più chance di lui tra i pro, salvo poi finire travolti da quel durissimo momento che è il passaggio verso il tennis dei grandi. Quando ‘Sonny’ disse che avrebbe lavorato duramente per provare ad arrivare alle Finals, più d’uno pensò che si trattasse di un eccesso di entusiasmo. In realtà, lui sta dimostrando che quella non era stata affatto una frase buttata in pasto ai media e alla loro necessità di trovare titoli forti. In realtà lui ci credeva davvero e ci crede ancora di più oggi, dopo questa settimana capace di riportare l’Italia a un risultato che mancava dal 2007, quando tra i migliori quattro del torneo ci arrivò l’attuale capitano di Davis, Filippo Volandri.

LA RIVINCITA DI DJOKOVIC

In semifinale contro Djokovic, nella rivincita della partita di Vienna dominata da Lorenzo, il piemontese ha dato per l’ennesima volta in questo torneo tutto quello che aveva in corpo. Ha annullato due match-point, ha resistito al pressing di Nole, è riuscito ad allungare l’incontro al terzo, e infine ha dovuto alzare bandiera bianca perché l’altro è pur sempre numero 1 del mondo, pur sempre uno che a mollare non ci sta mai. Come peraltro aveva dimostrato in mattinata riprendendo un match quasi perso (più di una volta) contro Stefanos Tsitsipas. La prima semifinale in un Masters 1000 coincide comunque, per ‘Sonny’, con la settimana più bella della carriera. Coincide con un momento di svolta, che non arriva per caso bensì come frutto di un percorso lineare e di un lavoro costante. La sensazione è che a ogni partita, persino a ogni punto, Lorenzo impari qualcosa. L’umiltà che gli ha permesso di arrivare sin qui, al di là di tutti i dettagli tecnici, sarà l’arma principale che lo aiuterà a compiere le prossime imprese.