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Petra Martic, Schiavone style

Pubblicato il 14 maggio 2021

Petra Martic è in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia di Roma, un torneo che per lei può rappresentare una svolta. Al suo angolo, Francesca Schiavone, che in poche settimane di lavoro ha già saputo lasciare il segno. Ecco perché la milanese può essere la persona giusta per il rilancio della 30enne croata.

“Quando ho chiesto a Francesca di allenarmi, le ho detto che avevo bisogno soprattutto di ritrovare fiducia nei miei colpi. Quando non vinci per tanto tempo, è dura. Perdi persino quelle idee, quegli schemi che prima ti venivano naturali. Sei insicura e finisci per cadere sempre più giù”. Il primo pensiero di Petra Martic, dopo aver raggiunto le semifinali degli Internazionali BNL d’Italia femminili, è per lei, per Francesca Schiavone. La ex vincitrice del Roland Garros si è reinventata coach proprio grazie alla 30enne croata, nella quale ha visto pure qualcosa di se stessa. “Credo – aveva detto la milanese all’inizio della collaborazione, circa un mese fa – che Petra abbia molto in comune con me, e credo che con lei si possa fare un ottimo lavoro, per provare ad alzare il livello del suo tennis e dei suoi risultati”. In effetti tra le due sembra esserci feeling, e questa bella corsa romana non fa che confermarlo.

UN TENNIS VARIO

Di fronte all’americana Jessica Pegula, una delle rivelazioni dell’ultimo periodo, la ragazza nata a Spalato ha messo in campo una maggiore varietà, una migliore capacità di muoversi sul rosso e in generale una maggiore convinzione rispetto alla sua avversaria. E proprio questa capacità di cambiare il gioco, visibilmente apprezzata in tribuna dalla nuova coach, è ciò che lega Schiavone e Martic e che fa pensare a questo connubio come a qualcosa di potenzialmente importante. Il servizio lavorato, le palle corte, le discese a rete in controtempo, sono tutti elementi del gioco che hanno costruito il successo straordinario della tennista azzurra nei suoi anni d’oro, quelli della vittoria e della finale al Roland Garros, quelli dell’approdo al numero 4 Wta. Il fatto che la sua assistita abbia già 30 anni, poi, non cambia granché la sostanza del discorso. Perché, anche in questo senso, Francesca ha dato il meglio piuttosto avanti con l’età, quando erano già in molti a pronosticarle la pensione.

ROMA, UNA SVOLTA

“Adesso – ha sottolineato la croata – ho la sensazione di giocare ogni punto un po’ meglio del precedente, ogni minuto mi sento più decisa, con maggiore fiducia e maggiore consapevolezza. I pezzi del mio gioco si stanno mettendo assieme rapidamente e ora non devo pensare troppo come mi accadeva qualche tempo fa, perché mi riesce tutto più istintivo”. Inutile dire che in questa cura miracolosa ci sia molto di Francesca Schiavone, e non serve nemmeno nominarla per far sì che Petra la riporti al centro della questione: “Mi ha detto fin da subito che avrei dovuto concentrarmi sul mio gioco, senza pensare a come affrontare questa o quell’avversaria. Così non ho guardato troppo al tabellone e a quello che mi avrebbe riservato il futuro, ma mi sono dedicata a me stessa. Vedremo, con questo approccio, quanto lontano potrò arrivare. Non ho avuto un grande inizio di stagione, ma Roma può rappresentare una svolta”.

DUE TITOLI E TANTI RIMPIANTI

In realtà non è la prima volta che la Martic si affaccia ai grandi palcoscenici, tanto che già nel 2012 aveva raggiunto gli ottavi al Roland Garros, poi migliorati sette anni più tardi, quando riuscì ad agguantare i quarti dove perse un match carico di mille rimpianti contro la ceca Vondrousova. Il fatto è che Petra, nella sua carriera passata, non è mai stata l’incarnazione della vincente, non è mai stata una di quelle che sfruttano la prima occasione che capita a tiro. Nella sua bacheca ci sono solo un paio di titoli del circuito maggiore, nel 2019 a Istanbul e nel 2018 a Chicago. Poi, tante chance mancate d’un soffio, tanto bel tennis ma poca sostanza, a scapito di un best ranking di tutto rispetto che recita numero 14 Wta, e con una classifica tuttora importante (25 al mondo). Ecco perché Francesca Schiavone può essere la persona giusta, per una giocatrice con queste caratteristiche e con questi dubbi da risolvere: può darle la chance di fare un passo in più, di mettere assieme i pezzi e di scoprirsi campionessa (vincente). Anche a 30 anni, quando ormai sembrava troppo tardi per cambiare strada.