blog
home / BLOG / Chi fermerà Iga Swiatek?

Chi fermerà Iga Swiatek?

Pubblicato il 30 aprile 2021

La stagione sulla terra entra nel vivo e Iga Swiatek si propone nuovamente come grande protagonista. Dopo il dominio nel Roland Garros 2020, la 19enne polacca è pronta a riprendersi la scena, forte di un tennis perfetto per la superficie.

A partire dal Roland Garros del 2020, andato in scena in una inusuale cornice autunnale, Iga Swiatek ha cambiato dimensione. Il 10 ottobre scorso, la polacca alzava al cielo il trofeo Suzanne Lenglen dopo due settimane giocate in maniera perfetta, durante le quali le avversarie riuscirono a conquistare la miseria di 28 game e nessun set. Un dominio difficile da immaginare in mezzo al grande equilibrio che contraddistingue il tennis femminile di questi anni, una prova di forza degna di una Serena Williams in buona condizione. Tuttavia, per quanto la vicenda sia stata estremamente sorprendente, nella forma e nella sostanza, non si è trattato della classica ‘settimana della vita’. Al contrario, Iga Swiatek, lassù, è destinata a rimanerci a lungo, e mentre torna coi piedi per terra (in senso letterale), c’è da chiedersi chi tra le avversarie potrà davvero darle fastidio.

 

TRA MODERNITÀ E TRADIZIONE

Sì perché, al di là del titolo di Parigi, che già di per sé è un biglietto da visita capace di incutere un certo rispetto, è il gioco della polacca (oggi numero 17 Wta) a fare decisamente paura. Iga produce un tennis di pressione a metà tra modernità e tradizione. È moderno, perché prova a spingere più o meno ogni palla che passa dalle sue parti e che sia vagamente attaccabile. Ma è pure più legato al passato di quanto sia quello (un po’ monocorde) di tante avversarie: le rotazioni sono il suo pane, le palle corte arrivano puntuali a rompere gli schemi altrui, tagliando spesso le gambe alla rivale di turno. A corredare il tutto, un fisico intatto, un carattere ambizioso e una testa forgiata da un ottimo lavoro di mental coaching. Per questo, il divario fra lei e le altre che sul duro tende ad assottigliarsi (o persino ad annullarsi), sull’argilla si amplifica. Per batterla, bisogna sovrastarla, bisogna farle un sacco di vincenti o sperare in una sua cattiva giornata.

 

A PARIGI PER LA DOPPIETTA

Dopo quel magico Roland Garros, la polacca è rientrata in campo solamente a inizio 2021, a partire dalla trasferta australiana. Dove, per inciso, non ha destato la stessa impressione: un ottavo di finale a Melbourne (sconfitta da Simona Halep) non poteva lasciarla soddisfatta, e così Iga si è voluta rifare nel torneo immediatamente successivo, il Premier di Adelaide, dove è tornata il rullo compressore che si era visto all’ombra della Tour Eiffel. Il cemento, per adesso, non è comunque una superficie sulla quale si sente pienamente a proprio agio, ma con l’entrata nel vivo della stagione sul rosso, l’obiettivo della 19enne dell’Est è uno solo: vincere tutto. Vincere dove non ha ancora vinto, per esempio a Roma, e poi rivincere quel Roland Garros che pochi mesi fa l’aveva consacrata, e dove peraltro già nel 2019 si era fatta notare raggiungendo un insperato ottavo di finale.

 

LE AVVERSARIE

Difficile capire chi, tra le altre, possa riuscire a metterla sul serio in difficoltà. Verrebbe da dire Naomi Osaka, che l’ha battuta nell’unico precedente, ma la giapponese con la terra (e soprattutto con Parigi) non è che abbia questo gran feeling. Verrebbe da dire Garbiñe Muguruza, pure lei in vantaggio nei testa a testa, e al contrario della Osaka già capace di vincere il titolo al Roland Garros, ma la spagnola nata a Caracas ha appena dato forfait per il torneo di Madrid. Oppure ancora verrebbe da pensare a Simona Halep e Ashleigh Barty: però la rumena ha ancora gli incubi per quel dolorosissimo precedente al Bois de Boulogne, mentre di fronte all’australiana ci sarebbe l’incognita della prima sfida in assoluto tra le due, a far saltare qualsiasi pronostico. Proprio Barty e Swiatek, con il loro tennis così atipico e con la loro freschezza, potrebbero essere le due regine annunciate della terra, annata 2021. Ma lo scenario del circuito in rosa è talmente complesso e variegato che qualsiasi altra sorpresa sarebbe una sorpresa soltanto a metà.