blog
home / BLOG / Vincere coi crampi, da Chang a Medvedev

Vincere coi crampi, da Chang a Medvedev

Pubblicato il 30 marzo 2021

I crampi sono tra i peggiori nemici dei tennisti. Ma c’è anche chi, nonostante i crampi, riesce a vincere: l’ultimo è stato Daniil Medvedev a Miami, ma ci sono stati numerosi esempi in passato di campioni in grado di superare il dolore e di chiudere in trionfo, da Michael Chang a Fabio Fognini. E a voi, è mai capitato di vincere un match in questo modo?

Chi gioca a tennis, a qualsiasi livello, sa bene come i crampi possano essere uno dei nemici più subdoli e difficili da affrontare. Quando sei alle battute finali di un match particolarmente duro, con due avversari infidi come il caldo e la tensione che si mescolano per renderti la vita complicata, mantenere i nervi saldi e pensare a tattiche e colpi risulta un’impresa. Spesso, l’obiettivo è semplicemente finire la partita al più presto, cercare conforto in una doccia calda e fare in modo di prepararsi meglio perché quella brutta esperienza non ricapiti più in futuro. Tuttavia, alcuni professionisti riescono a restare talmente lucidi di fronte al dolore e alla tensione, da poter non solo portare a termine la partita, ma persino da arrivare a vincerla. Giocando quasi da fermi. L’ultimo esempio è quello di Daniil Medvedev, capace di spuntarla su Popyrin a Miami in una sfida surreale, ma anche in passato ci sono stati esempi di vittorie (apparentemente) impossibili conquistate da giocatori sull’orlo del ritiro.

MIAMI 2021: MEDVEDEV B. POPYRIN

Daniil Medvedev aveva già dimostrato in passato di essere un combattente, a scapito di un carattere che in certe occasioni lo aveva portato a perdere incontri alla sua portata. Adesso, con una maturità ormai solida e un numero 2 del mondo a rendergli giustizia, pare che nemmeno i problemi fisici riescano a fermarlo. Contro Popyrin, il finale di match è stato un’esibizione di colpi vincenti giocati sostanzialmente senza muoversi. O meglio, con pochi movimenti che ricordavano più i film in bianco e nero di Charlie Chaplin che non un confronto di tennis dell’anno 2021. Colpito da crampi non solo alle gambe ma un po’ in tutto il corpo, il moscovita ha stretto i denti riuscendo prima a ottenere il break grazie a una improbabile demi-volée di diritto, poi a chiudere sul proprio servizio, colpendo più forte che poteva. Dall’altra parte Popyrin, che in questo ruolo non ci si era mai trovato, sembrava una comparsa e soprattutto non aveva la più pallida idea di cosa dovesse fare. Una condizione peraltro comune a molti di coloro che hanno vissuto l’esperienza di giocare (e magari perdere) da un avversario infortunato.

ROLAND GARROS 1989: CHANG B. LENDL

Una delle partite passate alla storia ha a che vedere proprio coi crampi. Siamo a Parigi, Roland Garros 1989, l’edizione della rivoluzione firmata da Arantxa Sanchez e Michael Chang. Proprio l’americano, allora 17enne, si trova a dover fare i conti negli ottavi di finale non soltanto con Ivan Lendl, uno dei favoriti, bensì con una carenza di energie che lo porta sull’orlo del collasso. Michelino perde i primi due set, poi tenta di recuperare. E per rimediare alla stanchezza non pensa di tirare tutto a duecento all’ora (anche perché, pure volendo, il suo tennis non glielo avrebbe permesso), bensì di alzare pallonetti su ogni singolo colpo, mangiare banane ai cambi di campo e persino servire dal basso. La costruzione di quella vittoria non ebbe nulla a che vedere con la tecnica, ma fu solo una questione di psicologia. Chang non stava male al punto da dover mollare la presa, e sperava col passare del tempo di ritrovare le energie. Sappiamo tutti come è andata a finire.

ROLAND GARROS 2011: FOGNINI B. MONTANES

Siamo sempre al Roland Garros e sempre negli ottavi di finale, stavolta nel 2011. Da una parte c’è Fabio Fognini, dall’altra Albert Montanes, regolarista spagnolo che è osso duro sul rosso, ma che è alla portata del ligure. Fabio sa di avere una grande chance e non vuole sprecarla nemmeno quando il suo fisico gli presenta il conto. Le avvisaglie si presentano già nel quarto set, ma è nel quinto che la faccenda si fa – sportivamente parlando – drammatica. Fabio deve annullare la bellezza di cinque match-point sostanzialmente senza più forze e senza più corsa, causa crampi e un principio di contrattura: “Tiravo solo ‘pizze’ – avrebbe detto poi –, o dentro o fuori”. Le ‘pizze’, come le chiamava lui, rimasero dentro quasi tutte: mentre Montanes remava da quattro metri fuori dal campo, dandosi del ‘tonto’ per non riuscire a sfruttare quella situazione, l’azzurro conquistava i suoi primi quarti di finale Slam nella maniera più assurda.