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Bianca Turati, dal Texas alle top 300

Pubblicato il 8 gennaio 2021

La prima sorpresa italiana di questo 2021 porta il nome di Bianca Turati: la qualificazione e la vittoria sulla Shvedova ad Abu Dhabi porteranno la 23enne brianzola, a lungo negli Usa per studiare e allenarsi, fra le top 300 Wta.

Saper cogliere le occasioni non è da tutti. Bianca Turati è numero 318 al mondo, per il sito Wta è sostanzialmente una sconosciuta, visto che non le vengono attribuite né una fotografia, né una data di nascita, per non parlare di una piccola biografia. Eppure di Bianca, che ha 23 anni ed è nata e cresciuta a Barzanò, nel Lecchese, si parla ormai da parecchio tempo. Da quando era ancora una bambina e insieme alla gemella Anna cercava di capire qual era la strada migliore per arrivare a realizzare il suo sogno: diventare una tennista professionista. Una strada che ognuno si costruisce da sé, che non ha scorciatoie e che richiede comunque sempre il massimo dell’impegno. Per Bianca, tennis pulito e rovescio a una mano, questa strada è passata per gli Stati Uniti, precisamente da Austin, Texas, dove è finita per studiare e per allenarsi allo stesso tempo. Seguendo il cammino di altri colleghi, attratti prima di lei da un’occasione che proprio nei college a stelle e strisce diventa più concreta che mai: perché vanno bene i sogni, vanno bene le aspettative, ma poi bisogna tradurre tutto in realtà il più rapidamente possibile.

ABU DHABI TRAMPOLINO DI LANCIO?

Per alcune stagioni, Bianca si è dunque divisa fra il circuito minore e lo studio, con un’appendice interessante nella gara a squadre interna ai college Usa, dove è stata per quattro anni fra le migliori del Tour Ncaa. Poi ha conseguito la laurea in Sport Management e ha deciso che il suo tempo negli States era terminato. L’obiettivo, da quel momento, è stato dunque ritornare al piano A, ossia al tennis delle pro. Proprio nel primo torneo del 2021, si è presentata una chance eccezionale: entrare nelle qualificazioni di un Wta 500, quello di Abu Dhabi. E la brianzola non si è fatta pregare: ha superato Catherine Harrison in tre set lottati, poi ha dominato l’altra azzurra Martina Caregaro ed è così entrata per la prima volta in un main draw del circuito maggiore. Un traguardo che per molte, se raggiunto a 23 anni, potrebbe non voler dire molto, o addirittura porterebbe a pensare al passato come a un’occasione persa. Non per lei, che nel passato ha saputo costruire una esistenza alternativa da mettere adesso nel cassetto, per dedicarsi esclusivamente alla vita da sportiva.

ROVESCIO A UNA MANO

Qualcuno, magari per via di quel bel rovescio a una mano, così raro da trovare nel Tour femminile, l’ha addirittura paragonata a Roberta Vinci. Qualche similitudine con la tarantina forse ci può stare, ma Bianca ha un tennis diverso, un gioco a tutto campo che sta cercando di completare passo dopo passo come un grande puzzle, per essere competitiva con le grandi. Una volta superate le qualificazioni, ad Abu Dhabi, la sorte le è venuta incontro proponendole una sfida possibile contro la 33enne kazaka Yaroslava Shvedova, ex numero 25 al mondo (nel 2012) ma ferma ai box da tre anni e dunque poco preparata per l’impatto col circuito. Bianca ne ha approfittato alla perfezione, ha chiuso per 6-1 6-2 e si è guadagnata una valanga di punti: 55. Quando uscirà il prossimo ranking sarà per la prima volta fra le prime 300 Wta, un altro passo verso il raggiungimento del suo obiettivo. Al turno successivo, la russa Kudermetova ha bloccato la sua corsa, ma per il momento va bene così. La più forte delle gemelle Turati, passata negli anni scorsi anche da un periodo di lavoro con Riccardo Piatti e il suo team, adesso ricomincerà a impegnarsi duramente per aggiungere altri pezzi al suo bagaglio tecnico. Magari aspettando che pure la gemella Anna si possa avvicinare. Sperando che si vada a riproporre pure nel circuito Wta quello che accadde nel 2019 a livello Itf: due tornei conclusi vittoriosamente, nello stesso giorno e alla stessa ora.