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150 euro per una (bella) volée

Pubblicato il 9 dicembre 2020

L’Itf femminile di Dubai propone dei premi in denaro per le giocatrici che producono i migliori colpi, a prescindere dal risultato. Un’idea nuova e stimolante che forse potrebbe essere copiata.

La stagione è finita, ma non del tutto. Perché in coda ai tornei del Tour maggiore, ci sono ancora gli eventi del circuito Itf, un mondo che sostanzialmente non si ferma mai (pandemia permettendo), nemmeno nelle settimane a cavallo fra Natale e l’anno nuovo. In particolare, in questi giorni si sta giocando il 100 mila dollari di Dubai (cemento outdoor), torneo femminile che vedeva al via ben dodici classificate top 100. Un torneo che però, oltre all’aspetto meramente tecnico, si sta facendo notare pure per un’iniziativa originale e interessante: dare dei premi aggiuntivi in denaro alle giocatrici capaci di produrre i migliori colpi o meritevoli in base ad altri criteri. Li hanno chiamati  ‘Tournament awards’ e sotto il profilo economico si tratta di riconoscimenti quasi simbolici, che tuttavia rappresentano una novità stimolante, in grado di mettere un po’ di pepe a un Tour rimasto troppo spesso ingessato sulle stesse dinamiche nel corso degli anni.

TUTTI I PREMI (MISE COMPRESA)

Ma cosa, esattamente, viene premiato? Innanzitutto i colpi: miglior servizio, diritto, rovescio e volée (150 euro ciascuno). Poi, l’outfit del torneo (200 euro), e ancora la giocatrice più sportiva, la migliore qualificata, la giovane più forte. Ma anche la preferita dai fan (250 euro) e quella in grado di effettuare il miglior ‘comeback’, ossia il ritorno in alto dopo una discesa nel ranking (300 euro). Per chiudere, riconoscimenti ai match più belli di singolare e di doppio. In totale sono poco più di duemila euro, che non incidono su un montepremi già ricco, ma che rivestono un significato ben più importante sotto il profilo della capacità di creare qualcosa di nuovo e di attraente. Cosa che non sempre i tornei di questa categoria sono in grado di produrre, intenti come sono a mettere a punto tutti i dettagli logistici per consentire ai giocatori e alle giocatrici di sentirsi a proprio agio.

UN ESEMPIO PER GLI UOMINI?

L’idea dei premi non è una novità assoluta, e Dubai ha probabilmente preso spunto pure dagli Atp e Wta awards di fine stagione. Ma copiare qualcosa di buono, se lo si fa in maniera corretta e magari aggiungendo un proprio tocco personale, non è affatto un reato. Anzi: c’è da augurarsi che qualche altro evento, magari anche di maggior prestigio, prenda spunto da questa iniziativa e provi a confezionare qualcosa di simile. Immaginatevi il premio (di una certa consistenza economica) alla miglior volée del torneo, quando in campo ci dovessero essere personaggi come Denis Shapovalov, Gael Monfils o Nick Kyrgios. Oppure il miglior rovescio con Stan Wawrinka, Dominic Thiem e Grigor Dimitrov come contendenti. E ancora, perché non pensare di farlo in coda a ogni match, almeno per gli appuntamenti principali?

OBIETTIVO: CAMPIONI-INTRATTENITORI

Sarebbe un modo per fare un passo avanti (nelle idee) e uno indietro (nel tempo): ossia, utilizzare un mezzo nuovo per rallentare la corsa spietata verso il risultato a ogni costo, anche a scapito della bellezza dei gesti e delle partite. Una corsa che rimarrebbe ovviamente – e giustamente – l’obiettivo principale, ma con un pizzico di adrenalina in più per chi volesse condire lo spettacolo con qualche colpo ad effetto. Magari non cambierebbe nulla, magari sì. E forse potrebbe essere un primo passo per provare a creare una generazione di campioni-intrattenitori, prima che di campioni-robot. Perché in fondo la gente chiede spettacolo, non solo (e non tanto) di vedere incasellati i numeri da una parte o dall’altra a fine incontro. Chissà che un anonimo Itf femminile di Dubai, nel dicembre dell’anno più complesso, abbia lanciato un’idea degna di essere presa in considerazione.