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Australia 2021, domande e (mezze) risposte

Pubblicato il 26 novembre 2020

L’Australian Open non è mai stato così vicino e allo stesso tempo così lontano. Se ne parla da settimane, ma non c’è ancora una data precisa per l’inizio. Potrebbe essere lo Slam del ritorno di Roger Federer, ma di certezze in merito non ce ne sono. Ecco cosa possiamo aspettarci.

Domande e risposte, più spesso incerte che definitive, si inseguono in un fine anno con la testa già in Australia. Mai come stavolta, lo Slam di apertura della nuova stagione si sente al contempo così vicino e così lontano. Mai come stavolta dà il la a una serie di questioni che poi andranno a investire pure i mesi successivi del 2021. Tra queste, la prima e al momento più sentita riguarda lo svolgimento stesso del torneo. Che adesso, finalmente, appare non più in dubbio, ma che rimane appeso all’incognita relativa alla data di inizio. L’Australia è tra i Paesi che meglio hanno saputo fronteggiare la pandemia, uno di quelli che hanno imposto le regole più severe sia per i cittadini, sia per coloro che provengono dall’estero (e che in sostanza oggi non possono entrare): proprio grazie a questo atteggiamento, ora i contagi sono sotto controllo, ma il governo down under continuerà a imporre un protocollo rigoroso anche nel futuro prossimo: una tolleranza zero che in qualche modo peserà pure sul tennis.

NUOVE CANCELLAZIONI

L’ipotesi più probabile al momento è che quello noto come ‘Happy Slam’ si giochi con un leggero spostamento in avanti, di una o due settimane. Il che complicherebbe un po’ il nuovo calendario Atp, ma non porterebbe all’ennesima rivoluzione. Sarebbe tutto sommato il male minore, dopo tutto ciò che è accaduto nel 2020, con Wimbledon addirittura cancellato e i giocatori costretti a stare fermi per mesi. Nel frattempo, però, ci sono già delle nuove ‘vittime’: per esempio il torneo indiano di Pune, con gli organizzatori che hanno già fatto sapere di essere intenzionati a non mandarlo in scena. Una scelta che avevano fatto in precedenza anche quelli che gestiscono la nuova Davis e le relative Finals, tolte di mezzo con parecchio anticipo svuotando dunque anche l’ultima settimana prima della off-season di dicembre.

IL RITORNO DI FEDERER

L’altra grande domanda che porta all’Australia è relativa alla presenza o meno di Roger Federer. Le notizie che si stanno rincorrendo sono tutto sommato positive, ancorché non del tutto rassicuranti. Perché sì, il Re dovrebbe esserci, ma in quali condizioni non è dato sapere. Si sa che è tornato ad allenarsi, si sa che gli serve del tempo per tornare competitivo ai livelli che lui per primo desidera, ancora più ardentemente che i suoi tifosi. Non si sa, non lo sa nemmeno lui, quanto lungo sarà questo tempo. In una carriera ormai ventennale, Roger non ha mai mollato un evento (e nemmeno una partita) a metà strada: semplicemente, se ritiene di non essere pronto, non si presenta. Ecco perché tutte le certezze sbandierate da media più o meno informati, più o meno prestigiosi, lasciano il tempo che trovano. La verità non è nelle mani di nessuno, e se qualcuno spaccia un indizio per la prova madre commette un errore madornale.

LO SLAM PIÙ ATTESO

Certo, se davvero Sua Maestà Roger ci fosse, l’Australian Open 2021 rischierebbe di diventare lo Slam più atteso di sempre, o qualcosa di simile. Sarebbe il primo Major post-pandemico (o almeno con un vaccino contro il Covid-19 disponibile) con tutti e tre i Big 3 al via, ma allo stesso tempo sarebbe pure il primo Slam dove quegli stessi tre non avrebbero la garanzia di partire in pole position per il titolo. Gli Us Open di quest’anno maledetto, tutto sommato, ci avevano avvertito, e le Atp Finals ci hanno dato ulteriori risposte che vanno nella medesima direzione: l’epoca del triumvirato, se non già tramontata, è sulla via della sua gloriosa conclusione. Per sancirla in maniera ufficiale, bisognerà attendere un paio di Slam consecutivi che abbiano – appunto – Federer, Nadal e Djokovic al via, ma che vedano poi il trionfo di un quarto giocatore. Le ultime volte, è accaduto nel 2014 (proprio agli Australian Open) e nel 2015 (al Roland Garros), sempre con Stan Wawrinka a guastare la festa. Ma furono solo parentesi, prima della restaurazione.