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Iga Swiatek, la laurea è il Roland Garros

Pubblicato il 9 ottobre 2020

I segreti di Iga Swiatek per raggiungere la finale a Parigi? Tanta pazienza, una mental coach e un tennis completo che mescola intelligenza, tradizione e modernità. Ecco perché l’università, per adesso, può aspettare.

Prima del Roland Garros 2020, Iga Swiatek si era data due anni di tempo per capire quale sarebbe stato il suo ruolo nel mondo del tennis. “Durante il lockdown mi sono diplomata – spiegava la 19enne polacca – e adesso voglio concentrarmi solo sullo sport, senza altre distrazioni. Se entro un paio di stagioni sarò entrata fra le top 10 e sarò in grado di giocarmi un titolo Slam, proseguirò senza esitazioni. Altrimenti riprendere lo studio e andare all’università sarà un’opzione da considerare”. Tempo una quindicina di giorni e il piano B è già stato messo nel cassetto. Merito di una completezza tecnica non comune e di un carattere deciso (ma non freddo), qualità che avevano suggerito di accendere i riflettori sulla ragazza di Varsavia come una delle possibili mine vaganti sulla terra parigina. Il tabellone che le ha riservato in semifinale un match abbordabile contro l’argentina Nadia Podoroska, in realtà, se lo era aperto lei stessa dominando la favorita Simona Halep, quella che solo un anno fa sugli stessi campi le aveva inflitto una durissima lezione. Adesso è lei, Iga, a dare lezioni alle altre. Con una consapevolezza che deriva anche da un lavoro mentale avviato da poco con la psicologa Daria Abramowicz, peraltro contro il parere dei genitori. “Nonostante questi risultati – ha spiegato – non mi sento nervosa. Al contrario, avverto di poter mettere pressione sulle mie avversarie”.

DAL BONFIGLIO A PARIGI

Parigi è solo il settimo Slam della carriera per la giovane polacca, che in Italia tre anni fa si fece conoscere attraverso la finale al Trofeo Bonfiglio (i Campionati internazionali d’Italia Under 18) e attraverso la vittoria nel 15 mila dollari al Tennis Club Città dei Mille di Bergamo, secondo titolo in carriera tra le pro ma primo sulla terra battuta. Il suo talento era evidentissimo, non lo era ancora quel carattere che adesso sta emergendo in maniera decisa. La polacca, tecnicamente, era in grado fin da allora di fare qualsiasi cosa, sfruttando il campo con un mix ben riuscito di forza e rotazioni, supportate da una mano ben più educata rispetto a quella di tante colleghe. Ma il segreto per sfondare sta spesso nascosto nella testa, in questo caso nella convinzione di poter arrivare tra le migliori giocatrici del mondo. “Ci è voluta pazienza – spiega il padre Tomasz, che partecipò alle Olimpiadi di Seul nel canottaggio – e del resto ci vuole sempre pazienza quando si sta costruendo la carriera di un professionista. La forza di mia figlia è che è straordinariamente ambiziosa, non si è mai accontentata dei traguardi che stava raggiungendo. Adesso è sorprendente vedere quanto sia diventata popolare nel suo Paese, quando ha soltanto 19 anni”.

POLONIA VERSO IL PRIMO SLAM

La Polonia ha una tradizione tennistica di tutto rispetto, e in tempi recenti Agnieszka Radwanska ha raggiunto la seconda piazza del ranking Wta e ha fatto sognare uno Slam in più di un’occasione, senza però mai riuscire a centrare il successo pieno. Quel successo che oggi appare alla portata della connazionale, in una finale contro l’americana Sofia Kenin che non ha una vera favorita. Ciò che impressiona della 19enne Swiatek, però, sono i margini di progresso nascosti tra le pieghe di un tennis non omologato eppure modernissimo. Un tennis che ha messo in soffitta il corri-e-tira delle ragazze dell’Est che dominavano negli scorsi decenni. Un tennis che passa senza sforzo dal pressing da fondo alla palla corta, dalla ricerca degli angoli ai vincenti improvvisi. Proprio la gran quantità di varianti a disposizione, insieme alla poca esperienza per prendere le decisioni corrette, ha probabilmente messo in crisi più di una volta la teen-ager nel suo cammino verso il vertice. Un cammino che adesso è giunto a un punto di approdo importante. Il tennis femminile è pronto ad accogliere nell’Olimpo un’altra piacevole novità, da affiancare a tutte quelle emerse negli ultimi Slam. Potrebbe anche non essere la volta buona per la conquista del primo Major, ma adesso Iga sa esattamente cosa deve fare per provarci.