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Agli Internazionali BNL d’Italia subito incroci pericolosi

Pubblicato il 13 settembre 2020

A Roma Carreno Busta subito sulla strada di Nadal e Auger Aliassime su quella di Djokovic. Ma anche Kevin Anderson, Stefanos Tsitsipas e Simona Halep sulla via dei sogni degli azzurri. I tabelloni degli Internazionali BNL d’Italia partono subito fortissimo.

Tutte le strade portano a Roma, si sa, e le strade spesso s’incrociano. Come quelle dei campioni che fin dai primissimi turni devono guardare per bene a destra e a sinistra prima di attraversare da un lato all’altro il tabellone. Perché le insidie sono infinite, specialmente in un torneo della qualità di questi inediti Internazionali BNL d’Italia. Inediti per cornice, senza pubblico, e per collocazione di calendario, lontani dall’abituale sole di maggio. Non privo d’insidie sarà il cammino di Novak Djokovic, apparentemente imbattibile sul campo se non dai suoi stessi scatti d’ira incontrollati (e da un po’ di sfortuna). Il serbo, n.1 al mondo, non vince al Foro Italico dal 2015, ultimo dei suoi 4 titoli romani: negli ottavi di finale potrebbe incrociare subito Felix Auger Aliassime, ancora netto sfavorito al suo cospetto, ma comunque un giovane felino in procinto di piazzare le prime zampate anche contro avversari ben più quotati. Gli incroci pericolosi sono anche quelli che attendono chiunque abbia velleità di fare bene, compresi i 7 italiani e le 3 italiane di diritto nei due main draw.

NADAL E AZARENKA, ESORDI DI LUSSO

Ci sono almeno due sfide di lusso, nei match che daranno il la alla corsa al trofeo dei gladiatori. Uno per tabellone. Grazie ai bye tecnicamente il più interessante – nel draw maschile – non è nemmeno un primo turno, ma un secondo. Di fronte, Rafael Nadal al rientro dopo lo stop causato dalla pandemia, e Pablo Carreno Busta, semifinalista inaspettato – con l’aiuto involontario di Djokovic – agli Us Open. Rafa riparte da Roma, dove detiene il record assoluto di 9 vittorie (va a caccia della Decima…), Pablo comincia contro il connazionale il complicatissimo percorso delle conferme. L’altro match di cartello, nel tabellone in rosa, è quello che vede di fronte Victoria Azarenka e Venus Williams. Vista la condizione e l’età dell’una, oltre alle fatiche di New York dell’altra (la bielorussa si è guadagnata l’ingresso diretto agli Internazionali BNL d’Italia grazie proprio alla finale raggiunta agli Us Open), sarà improbabile che da qui esca una pretendente credibile alla vittoria finale. Ma il retrogusto del big match nelle prime battute non lo leva comunque nessuno.

RUBLEV MINA VAGANTE

A New York Andrey Rublev non ha lasciato fiato a Berrettini, soprattuto con quel suo diritto che al contatto con la palla scoppia come una granata. Un colpo devastante che ha fatto bella mostra di sé anche nel derby tutto russo tra cannonieri contro Daniil Medvedev. A Roma il rosso dei suoi capelli può sposarsi a meraviglia con le tinte della terra del Foro, soprattutto perché è nello spicchio di tabellone presidiato dalla testa di serie n.8, l’argentino Diego Schwartzman. Vederlo in un quarto di finale scoppiettante contro Nadal nella parte più bassa del draw non è poi così improbabile.

ATTENTO FOGNINI!

Fabio Fognini prima di tornare in campo a Kitzbühel è andato in libreria: da poco ha presentato la sua autobiografia. Il titolo, ‘Warning!’ (un evidente richiamo all’ammonizione tennistica dei giudici di sedia), pare un monito per il suo tabellone romano. Già, perché il 33enne di Arma di Taggia, dopo il bye al primo turno, potrebbe vedersela subito con Kevin Anderson, due volte finalista Slam (Wimbledon e Us Open) e già n.5 Atp nel 2018. In tabellone grazie al ranking protetto, dall’operazione subita al ginocchio destro giusto un anno fa il sudafricano ha giocato soltanto 8 partite, e avrà i suoi bei grattacapi di fronte al talentino francese Ugo Humbert. Lo spilungone di Johannesburg di due metri-e-zero-tre resta un incrocio molto pericoloso per il ligure, che come se non bastasse è finito nel quadrante di tabellone di Shapovalov (si incontrerebbero negli ottavi) e di Tsitsipas (nei quarti). Warning dunque, c’è da stare molto attenti.

BERRETTINI E SINNER ALL’ATTACCO

Matteo Berrettini, da numero 8 del mondo e da testa di serie n.4 del torneo, ha il dovere di guardare lontano. Il 24enne romano deve però mantenere sguardo e concentrazione fissa sul brevissimo termine. Perché al secondo turno, dopo il bye, potrebbe incocciare con il tedesco Jan-Lennard Struff e poi, soprattutto, col croato Borna Coric. Uno che a New York ha fatto vedere di essere pronto a ripartire a razzo, come ha avuto modo di constatare Stefanos Tsitsipas. A proposito del greco, ci sarà proprio lui sulla via di Jannik Sinner (come lo scorso anno), a patto che l’azzurrino d’assalto riesca a scardinare l’estro del barbuto francese Benoit Paire, un cliente bello testo all’esordio.

RIECCO SIMONA HALEP

Avrebbe dovuto tornare sul palcoscenico Wta già il 3 agosto, a Palermo. Simona Halep però in quell’occasione fu fermata da un rigurgito di contagi da coronavirus nella sua Romania, e fu costretta a desistere. Italia doveva essere, però, e Italia sarà: così lei che oltre a due titoli Slam nel ruolino di marcia conta anche due finali perse a Roma, si farà rivedere agli occhi del mondo incorniciata dalla terra rossa del Foro Italico. Dopo il forfait dell’australiana Ashleigh Barty, il fardello del gradino più alto del seeding tocca a lei. Nel suo sedicesimo di draw sono capitate anche due azzurre, la wild card Jasmine Paolini, e soprattutto Camila Giorgi, attesa però da un primo turno insidioso di fronte alla sfrontatezza della ventenne Dayana Yastremska.