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Ai quarti dello US Open Thiem c’è, Berrettini no

Pubblicato il 8 settembre 2020

Agli US Open perde Berrettini mentre Thiem è in crescita. C’è il sogno di Shapovalov, il derby delle mamme tra Serena Williams e Pironkova e una campionessa che viene dal college: Jennifer Brady.

BERRETTINI STOP, VINCE RUBLEV

Abbiamo sperato a lungo, soprattutto dopo un primo parziale che aveva mostrato il lato migliore di Matteo Berrettini. Invece il romano non è riuscito a ripetere il risultato del 2019, cedendo negli ottavi di finale in quattro set al russo Andrey Rublev. Matteo, come al solito lucidissimo, ha fotografato alla perfezione la partita nell’intervista post-match: “Dal secondo set in poi si sono invertiti i rapporti di forza con servizio e risposta. Lui è stato più continuo, ha meritato di passare”. Non era il miglior Berrettini e le incertezze in battuta, in modo particolare nel rendimento con la seconda palla, hanno contribuito ad affossare le sue speranze. Ma lo Slam della ripartenza ha dato comunque indicazioni incoraggianti in vista dei prossimi impegni.

DOMINIC THIEM, LA VOLTA BUONA?

Una settimana prima dell’inizio del torneo era preso da mille dubbi e una sua possibile vittoria agli Us Open non era tra gli scenari più probabili. Oggi si ritrova ad avere in mano la chance più importante della carriera, quella di riuscire finalmente a vincere uno Slam dopo tre finali perse. Lo scorso 3 settembre ha compiuto 27 anni, un’età che ormai dovrebbe essere quella della piena maturità, ma diventa – visti i risultati precedenti – pure quella della pressione. Pressione che si è fatta sentire anche nel primo set del match contro Felix Auger-Aliassime, poi condotto con autorità negli altri due parziali grazie anche a un calo evidente del giovane canadese. Alex De Minaur sarà un altro test probante, con vista sul derby russo Rublev-Medvedev per un posto in finale.

SOGNO SHAPOVALOV

Da qualche giorno, e ancora di più dopo l’auto-esclusione di Novak Djokovic, in alcuni appassionati si sta facendo largo l’idea che questo Us Open così bizzarro possa essere terra di conquista per il talento meno omologato del Tour. Denis Shapovalov, fin qui, sta alimentando questa speranza con un tennis brillante sì, ma allo stesso tempo attento e a tratti persino misurato. Come a volersi davvero godere il momento, a volersi davvero giocare tutte le chance di un tabellone particolarmente favorevole. Contro David Goffin, il 21enne nato a Tel Aviv è stato impeccabile (fatta eccezione per il tie-break del set di apertura) nei momenti delicati, stroncando sul nascere ogni tentativo di recupero del belga. Ora Pablo Carreno Busta è la più classica prova del nove: avversario alla sua portata, che però non si batte mai da solo.

SERENA WILLIAMS VS PIRONKOVA, IL DERBY DELLE MAMME

Sarà un derby tra due mamme che al tennis non hanno voluto rinunciare. Sarà un derby tra due over 30 (fanno 70 anni in due) che hanno in corpo la carica di due ventenni. Da una parte Serena Williams, sempre a caccia di quello Slam numero 24 che sta diventando una chimera. Dall’altra Tsvetana Pironkova, bulgara sparita dai radar da tre anni per mettere al mondo suo figlio e reinventarsi una vita, lei che era stata numero 31 Wta e semifinalista a Wimbledon. Arrivata a New York senza che nessuno se ne accorgesse, ha messo in fila Samsonova, Muguruza, Vekic e Cornet, non esattamente un percorso semplice. Domenica prossima compie i 33, la sua speranza è di farsi un altro regalo.

DAL COLLEGE, IL FENOMENO BRADY

Chi l’ha detto che una carriera importante debba cominciare intorno ai 20 anni. Jennifer Brady ne ha 25, ma solo adesso sta esprimendo davvero il suo potenziale. Prima di diventare una campionessa ha preferito andare al college, studiare e formarsi una vita che gli garantisse il famoso piano B, utile soprattutto a non avere eccessiva pressione nell’approccio al professionismo. Ora Jennifer passa all’incasso: ha vinto il torneo di Lexington senza perdere un set, poi agli Us Open ha ingranato la quinta e adesso si ritrova nei quarti. Con ottime carte da giocare in una parte alta del draw dove nemmeno Naomi Osaka può sentirsi al sicuro.