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US Open, i temi del primo turno

Pubblicato il 2 settembre 2020

Un Sinner commovente ma sconfitto, un Murray combattente come ai bei tempi, un Berrettini convincente all’esordio. E ancora il ritorno di una ex numero 31 Wta e un secondo turno tutto da seguire tra Osaka e Giorgi. Ecco cosa ha detto lo Slam di New York nelle prime due giornate. 

SINNER, MEZZO MIRACOLO

Per due set ha nascosto la palla (ben oltre quello che diceva il punteggio) al russo Karen Khachanov, numero 16 al mondo e già numero 8. Poi Jannik Sinner ha dovuto fare i conti con un altro avversario, ben più complesso da gestire: un infortunio alla schiena che è stato trattato, ma che lo ha irrigidito al punto da portarlo ai crampi, sull’orlo di una contrattura. In un paio di occasioni, nel quinto, Jannik ha fatto due passi verso la rete come a volersi ritirare, in preda a un dolore che lo limitava in maniera evidente negli spostamenti. Poi però ci ha sempre ripensato, è tornato a fondocampo e ha macinato vincenti quasi da fermo, mentre il suo rivale ci capiva poco o nulla. A Khachanov è bastato un tie-break giocato in maniera attenta al servizio per sfangarla, ma il futuro è più di Sinner che suo.

LA RIMONTA DI MURRAY

In quanti immaginavano che sarebbe potuto tornare a vincere un match di questo genere? La domanda la butta sul tavolo lo stesso protagonista, Andy Murray, al termine della maratona durissima contro il giapponese Yoshihito Nishioka, un metro e settanta (scarsi) di coraggio e dedizione. Sotto di due set e capace di annullare un match-point che farà malissimo al suo avversario, Andy piano piano ritrova la chiave del confronto e lotta punto su punto. Vince due tie-break e nel quinto capisce che non la può più perdere, mentre il povero Nishioka alza le braccia al cielo per invocare gli dèi chiedendo loro un po’ di conforto. Il prossimo match dello scozzese contro Auger-Aliassime (a fatica su Monteiro) sarà uno dei blockbuster di questa edizione degli Us Open.

L’ITALIA CHE VINCE: BERRETTINI E CARUSO

L’Italia non esce benissimo, dal primo turno del Major newyorchese. Si salvano in tre, Camila Giorgi e i due uomini sopravvissuti alla decimazione. Si tratta di Matteo Berrettini e Salvatore Caruso, a segno rispettivamente sul giapponese Go Soeda (ex pupillo di Davide Sanguinetti) e sull’australiano James Duckworth. Se sulla vittoria del romano c’erano pochi dubbi alla vigilia, Caruso è riuscito a recuperare un match tutt’altro che banale di fronte a un rivale che non è un fenomeno ma sa essere antipatico. Il siciliano aveva già dimostrato la scorsa settimana (battendo Sinner) di essere in buona condizione, e anche tecnicamente ha più armi di quanto si possa pensare per fare bene sul cemento. Bruciano le sconfitte di Mager e di Seppi, ma contro Kecmanovic e Tiafoe nessuno dei due partiva favorito.

PIRONKOVA, IL RITORNO

Per un paio d’anni, il suo tennis fatto di accelerazioni esasperate e di soluzioni brillanti trovò la sua sublimazione sui campi più prestigiosi al mondo, quelli di Wimbledon: semifinale nel 2010, quarti nel 2011. A 32 anni, Tsvetana Pironkova ha deciso di tornare a giocare, dopo una pausa che proseguiva dal 2017 e durante la quale si è dedicata al ruolo di mamma del piccolo Alexander, nato nell’aprile del 2018. La bulgara aveva già annunciato il suo ritorno alle competizioni lo scorso mese di marzo, proprio in coincidenza con la sospensione del Tour a causa della pandemia. Così il suo vero rientro è arrivato solo a Flushing Meadows, dove al primo turno ha concesso cinque game alla russa d’Italia Liudmila Samsonova. Un segnale decisamente importante per la ex numero 31 Wta.

OSAKA-GIORGI DA NON PERDERE

Per gli appassionati italiani, nel draw femminile, sarà la sfida clou del secondo turno. Ma in realtà Osaka-Giorgi avrà gli occhi puntati addosso da parte di tutti coloro che conoscono bene il Tour in rosa. Perché il match ha sì nella giapponese una favorita piuttosto chiara, ma Camila (brava a rimontare la belga Van Uytvanck) in buona giornata può battere chiunque, comprese le campionesse da Slam. La cosa certa è che i colpi ad effetto non mancheranno, e che le due si scambieranno ‘carezze’ da fondo per tutta la partita. Un peccato, una volta di più, che non ci sia il pubblico: questo sarebbe stato uno di quei match elettrizzanti meritevoli di una cornice adeguata.