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Sinner e Piatti, semplicità al potere

Pubblicato il 7 aprile 2020

Tra le qualità che porteranno in alto Jannik Sinner c’è la semplicità, la capacità di rendere facili le cose complicate. Intanto, il 18enne più forte del Tour non dimentica Bergamo, la città che lo lanciò nel febbraio 2019 e che adesso vive i suoi giorni più difficili.

Il tennis è una cosa semplice. “Sì, puoi decidere se giocare lungolinea o incrociato, ma poi in fin dei conti la pallina deve andare sopra la rete e dentro le righe”. Il copyright della frase è di Jannik Sinner, e il concetto nella sua banalità finisce per essere geniale. È una frase che riassume alla perfezione un mondo, quello di Jannik appunto e di coach Riccardo Piatti. Riassume una filosofia di vita applicabile a ogni settore, non solo allo sport. Cosa serve per costruire un campione? Il lavoro, la cura dei dettagli, non darsi mai per vinti e non dare nulla per scontato. Seguendo questo credo, il tecnico comasco ha curato negli anni la crescita di giocatori straordinari: dalla truppa di italiani con cui partì negli anni Ottanta al circolo Le Pleiadi di Moncalieri (Caratti, Furlan, Mordegan e Brandi) fino al croato Borna Coric e al canadese Milos Raonic. Passando per un giovane Novak Djokovic, per Richard Gasquet e per l’attuale coach di Roger Federer, Ivan Ljubicic. Il quale, per inciso, sostiene che “tutto quello che faccio quando alleno Roger l’ho imparato da Riccardo”. Senza dimenticare Maria Sharapova, che l’ultimo tentativo di rientro nel Tour lo ha fatto proprio con Piatti a Bordighera.

BORDIGHERA, SECONDA CASA

Uno dei motivi che spingono a pensare a Sinner come a una futura stella del Tour è proprio questo. Il fatto che riesca a riassumere in concetti elementari degli argomenti complessi. Qualità che è dei grandi maestri, ma pure dei grandi allievi. Ascoltare l’analisi di un match fatta dal 18enne altoatesino, sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta, è una boccata d’aria fresca. Niente frasi fatte, niente proclami. Solo tanta attenzione a ogni parola e a fare in modo che l’interlocutore capisca. “In effetti – sottolinea Dragoljub Kladarin, il preparatore (agli ordini di Dalibor Sirola) che lo sta seguendo in questi giorni di quarantena a Monte-Carlo – lui è esattamente così. Ha ben chiaro l’obiettivo che vuole raggiungere ma soprattutto ha chiaro il percorso. Molte volte è lui che insegna a me, perché ha una maturità che è fuori dal comune per un ragazzo appena maggiorenne”. Una maturità che arriva in parte dalla famiglia, fatta di gente con valori ben radicati nelle montagne della Val Pusteria. E in parte da quel Piatti Tennis Center che è diventato la sua seconda casa.

IL PARAGONE CON DJOKOVIC

Dai tempi di Moncalieri e de Le Pleiadi, è la prima volta che Piatti si trova a lavorare con un giocatore ‘home-made’, fatto in casa. E dopo la chiusura delle esperienze con Borna Coric e Milos Raonic, era la scintilla che serviva per riportare il miglior allenatore italiano di sempre nel circuito dei pro. “Jannik ha delle caratteristiche che sono tipiche dei grandi che ho allenato – sottolinea il coach – e la principale è la capacità di ascoltare e tradurre in risultati ciò che gli viene detto. Come Djokovic, che riuscii a correggere nel movimento del servizio, mostrandogli l’approccio di due che lui vedeva come modelli, Roger Federer e Pete Sampras. Al tempo, Nole serviva un po’ storto, ma aveva bisogno di raddrizzarsi per essere davvero efficace. Gli ripetevo che nei momenti cruciali, quegli altri due avrebbero servito un ace, lui probabilmente no. Essere ben impostati serve per risparmiare energie e per essere sempre pronti”.

LA DONAZIONE PER BERGAMO

Nel frattempo, Sinner dimostra anche estrema sensibilità, altro sintomo di intelligenza. Il suo primo torneo importante lo vinse a Bergamo nel febbraio del 2019: lo cominciò da numero 546 Atp e lo terminò 222 posti più in alto. Oggi è numero 73, e proprio per aiutare Bergamo, la città italiana più colpita dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus, l’altoatesino ha deciso di donare 12.500 euro, insieme alla sua agenzia Starwing e a coach Piatti. Destinataria è la Fondazione Cesvi, che userà questi fondi per l’acquisto di apparecchiature mediche da donare agli ospedali. “Tra le migliaia di italiani che hanno aiutato durante questa crisi – ha scritto Sinner sui suoi canali social – vorrei applaudire i volontari che a Bergamo si sono riuniti per costruire un ospedale da campo in pochi giorni. Sono orgoglioso di essere italiano e sono orgoglioso della nostra unità. Ne usciremo più forti, state al sicuro”. Lui forte lo è già, e di questo passo sarà anche uno dei più amati.