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Un’Italia da Oscar

Pubblicato il 12 dicembre 2019

Berrettini candidato come “Most Improved Player of the Year”, Sinner come “Newcomer”, Santopadre come miglior coach. Il grande 2019 del tennis azzurro si riflette nelle nomination per gli award dell’ATP. Chi ha più chance di conquistare l’Oscar?

L’anno d’oro del tennis italiano non è passato inosservato. I nostri hanno fatto magie a ripetizione, e la miglior stagione azzurra – al maschile – dal famoso ’76 di Roland Garros e Coppa Davis si riflette nelle candidature per gli ATP Awards, gli Oscar stagionali della racchetta, con tre bandiere tricolori a sventolare. Il primo film in lizza è il 2019 di Matteo Berrettini, che gli è valso la nomination per il premio di ‘Most Improved Player of the Year’, meritatissimo per un giocatore che ha iniziato l’anno al numero 54 e l’ha finito nella Top 10, con un posto alle Finals di Londra. Come ha fatto? A suon di progressi, crescendo settimana dopo settimana col solito atteggiamento impeccabile: testa bassa e pedalare, con tanta voglia di migliorarsi. A inizio stagione un posto a Londra non era nemmeno fra i suoi sogni, ma Matteo è stato bravo due volte. Prima a dar forma alla possibilità, con la semifinale allo Us Open e tanti altri piazzamenti; poi ad agguantarla, scacciando la pressione a suon di ace nelle ultime settimane dell’anno, giusto per ricordare che oltre al tennis esplosivo c’è pure la testa giusta per fare altra strada.

GLI AVVERSARI

A contendere la statuetta a Berrettini (a votare sono i colleghi, come per quasi tutti i premi) c’è un terzetto di grandi protagonisti della stagione: Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas e Felix Auger-Aliassime. Per un motivo o per un altro, meritano il premio al pari del romano. Medvedev per un’estate sensazionale con sei finali di fila, che gli ha dato il record di 59 vittorie stagionali e ha detto che per i titoli dello Slam, negli anni a venire, bisognerà fare i conti anche con lui. Tsitsipas (già vincitore del premio nel 2018) per il titolo alle Finals a soli 12 mesi da quello fra i Next Gen, e per la capacità di migliorare in continuazione un tennis che spinge molti ad additarlo come futuro numero uno. Auger-Aliassime per le 88 posizioni scalate in classifica: da numero 105 a numero 17, a soli 19 anni. Berrettini ha le sue chance, perché dei quattro era certamente il meno atteso così in alto. Da lui ci si aspettava tanto, ma non così tanto. Il pubblico italiano era già sazio con l’ingresso nella Top 20, invece è arrivato molto di più, con la semifinale a New York a fare da innesco a tutto ciò che ancora deve arrivare. E arriverà. Indipendentemente dalla statuetta dell’ATP.

SANTOPADRE VS APOSTOLOS

Peraltro, l’ascesa di Matteo è valsa una nomination anche al suo regista, Vincenzo Santopadre, per il premio di “Coach of the Year”. Il tecnico romano dovrà battere la concorrenza di Apostolos Tsitsipas (papà e coach di Stefanos), Carlos Moya (Nadal), Gilles Cervara (Medvedev) e Nicolas Massu (Thiem), ma almeno rispetto agli ultimi tre parte avvantaggiato. Perché questi hanno lavorato su un prodotto già fatto, e nel caso di Nadal e Thiem già vincente, mentre lui è partito quasi da zero. Ha preso un 15enne dal fisico fragile e dal tennis poco considerato persino a livello nazionale, e con grande lungimiranza l’ha reso un campione. Un lavoro dall’alto coefficiente di difficoltà e dalle scarse possibilità di successo. Perciò, il vero antagonista appare solo papà Tsitsipas, bravo a portare Stefanos a vette straordinarie (e siamo solo all’inizio…), con la difficoltà extra di dover gestire quel doppio ruolo di padre-coach che per molti è diventato un ostacolo insormontabile.

SINNER, THE NEWCOMER

Data la portata del suo 2019, non poteva mancare una nomination per Jannik Sinner, in lizza per il premio di “Newcomer of the Year”. I candidati sono otto (oltre all’altoatesino, Auger-Aliassime, Davidovich Fokina, Kecmanovic, Moutet, Popyrin, Ruud e Mikael Ymer), ma in termini di ascesa l’unico che può ambire a strappare il premio dalle mani dell’altoatesino è Auger-Aliassime, per gli stessi motivi citati in precedenza. Il concetto di ‘newcomer’ è volto a premiare la novità, e il canadese di padre togolese non è certo un nome totalmente nuovo, visto che ha iniziato a siglare record di precocità già a 14 anni, diventando il primo giocatore nato nel nuovo millennio a entrare nel ranking ATP. Di lui si parla da anni e da lui ci si aspettava esattamente ciò che sta facendo, mentre Sinner è stato una sorpresa assoluta. Per chiunque. Dodici mesi fa era numero 770, oggi ha tolto lo zero ed è diventato una piccola star, che i tornei fanno a gara per accaparrarsi. Ha i mezzi per diventare un fenomeno, un sorriso genuino e una semplicità che hanno già fatto innamorare tutti, in Italia e non solo. Il pubblico se n’è accorto, i colleghi l’hanno capito. E il fatto che Jannik abbia scelto di iniziare la prossima stagione all’ATP Cup, seppur da semplice sparring, profuma di indizio. Perché è proprio durante il nuovo evento a squadre che verranno consegnate le statuette.