blog
home / BLOG / NUMERI 1 REALI, VIRTUALI E FUTURI

NUMERI 1 REALI, VIRTUALI E FUTURI

Pubblicato il 4 novembre 2019

Fine stagione è, da sempre, tempo di bilanci e di classifiche, di numeri e di speranze. Quelle di Novak Djokovic, dominatore a Parigi Bercy, sono di trovare nelle Atp Finals di Londra un risultato sufficiente per mettere nero su bianco quello che il campo sta dicendo in questi giorni: che il serbo era ed è il numero 1 reale del circuito maschile, nonostante il ranking di oggi dica Rafa Nadal. Le speranze di Ashleigh Barty, invece, erano probabilmente inferiori a quello che la realtà le ha proposto durante le Wta Finals di Shenzhen, dove la talentuosa australiana ha messo un altro sigillo alla sua stagione d’oro. Infine, le speranze degli otto che da domani saranno in scena a Milano per le Next Gen Atp Finals non hanno confini di tempo e di numeri: per tutti loro, il torneo dei più forti Under 21 è soltanto l’inizio di qualcosa di importante.

TROPPO NOLE PER TUTTI

A Parigi c’era un’attesa elettrica per il duello che sembrava delinearsi fin dal principio, dalla compilazione del tabellone e dal forfait (annunciato) di Roger Federer. La sfida numero 55 (sarebbe stata la terza in stagione) tra Novak Djokovic e Rafael Nadal non si è giocata perché il maiorchino ha ricevuto lo stop dai medici dopo un dolore agli addominali avvertito in allenamento. Un dolore che adesso mette ansia pure per la sua presenza alle Finals di Londra, torneo che peraltro Rafa non ha mai vinto. Così Parigi è diventata facile preda di un Nole deluxe e con un servizio tarato a puntino, capace di disinnescare sin da subito le velleità di Denis Shapovalov, emerso un po’ a sorpresa nella parte di tabellone teoricamente destinata a Nadal, e che nella mente dei francesi era già diventata terra di conquista di Gael Monfils. Di come il transalpino sia stato demolito da Shapovalov a tutto vantaggio di Matteo Berrettini sappiamo già ogni dettaglio. Così è più utile tornare a Djokovic e ai suoi numeri: Masters 1000 numero 34, solo uno meno di Nadal. Ma titolo numero 55 se prendiamo in considerazione anche Slam e Finals: uno più delle altre due leggende.

ASH, CHE BARTY!

“Onestamente, mi sento molto diversa oggi da quando vinsi a Miami la scorsa primavera”. Parola di Ashleigh Barty, lei che il suo numero 1 del ranking in rosa lo ha legittimato pienamente battendo Elina Svitolina nella finale delle Wta Finals di Shenzhen, Cina. La scalata dell’australiana, la prima del suo Paese a conquistare il torneo delle ‘maestre’ a 43 anni da Evonne Goolagong, è stata impressionante. A fine 2016 era numero 325 della classifica, il che pareva già qualcosa di buono per una ragazza reduce dal passaggio al cricket, una sorta di fuga dalle pressioni del mondo del tennis. Invece dal 2017 a oggi ‘Ash’ ha ritrovato la voglia di giocare e di vincere, completando il tutto con la maturità che prima non aveva. Il suo tennis fatto di attacchi (tanti) e difese (mai banali) ha stregato le avversarie e il pubblico. E nella stagione del primo Slam, arrivato sui campi in terra di Parigi, il titolo delle Finals pare quasi un atto dovuto. Resta un po’ di amaro in bocca invece agli appassionati, per via dei tanti ritiri di questa edizione, fatta non di 8 bensì di 10 giocatrici: prima Naomi Osaka, poi Bianca Andreescu, poi Kiki Bertens e per chiudere Belinda Bencic in semifinale.

NEXT GEN AL VIA

In attesa delle Finals di Londra, domani a Milano parte la terza edizione delle Next Gen Finals, il torneo sperimentale dedicato agli Under 21 che propone regole nuove votate a un solo obiettivo: “Tagliare il più possibile i tempi morti – spiega Chris Kermode, presidente Atp – e andare incontro alle generazioni che verranno”. Qui di numeri 1 possibili ce ne sono diversi, malgrado manchino il detentore del titolo Stefanos Tsitsipas (impegnato a Londra la prossima settimana) e i canadesi Shapovalov e Auger-Aliassime. C’è però Jannik Sinner, e la presenza del 18enne della Val Pusteria è già una garanzia di successo della manifestazione, visto il grande interesse sollevato dalle sue imprese, che in meno di un anno lo hanno portato dal numero 500 e passa ai top 100 Atp. Con lui nel girone B ci sono Tiafoe, Humbert e Ymer, mentre nell’altro raggruppamento troviamo il favorito De Minaur, con Kecmanovic, Ruud e Davidovich Fokina. Difficile fare previsioni, se non che gli incontri saranno elettrici, vitali, proiettati nel futuro. In ogni senso.