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FINALMENTE TORINO

Pubblicato il 24 aprile 2019

Sembrava non dovesse arrivare mai, l’ufficialità delle Atp Finals a Torino dal 2021 al 2025. Invece l’attesa, che si prolungava ormai dal torneo di Indian Wells, ha trovato un suo epilogo positivo, già nell’aria peraltro da qualche settimana. L’Italia ospiterà dunque per la prima volta quello che un tempo si chiamava Masters, a sottolineare il fatto che in campo ci vadano soltanto i migliori. Precisamente gli otto più forti del ranking maschile. Un torneo che è secondo per importanza soltanto ai quattro Slam, e che negli ultimi dodici anni era rimasto ben radicato alla O2 Arena di Londra. Torino ha vinto la concorrenza della capitale inglese, così come di Manchester, Tokyo e Singapore. Con le due proposte asiatiche che sarebbero state in grado di competere a livello di mezzi, ma che non hanno trovato il gradimento dei giocatori, decisi a rimanere in Europa al termine della stagione nei palazzetti del Vecchio Continente, che ha come ultima tappa la prova di Parigi-Bercy.

 

ROMA, MILANO, TORINO

È un momento storico, per l’Italia del tennis, perché mai come in questo momento lo Stivale è stato al centro del mondo tennistico, almeno sotto il profilo organizzativo. Accanto all’esplosione degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico di Roma, che di anno in anno continuano a far segnare nuovi record di pubblico, dal 2017 ci sono anche le Next Gen Atp Finals di Milano a portare sotto la Madonnina gli Under 21 più forti del pianeta. Con l’approdo delle Finals dei big a Torino, si completa dunque un tris che non può avere paragoni nell’intera storia delle racchette nel nostro Paese. Nemmeno nel periodo d’oro, a inizio anni Novanta, quando ospitavamo sette appuntamenti del Tour maggiore dei professionisti. A parte Roma, e con Milano a fare da degna spalla (nel 1992 vinse Omar Camporese, nel 1993 Boris Becker), gli altri erano tornei paragonabili agli attuali Atp 250. Che meritano tutto il rispetto possibile, ma che non possono spostare, a parte casi eccezionali, i numeri dei Masters 1000 o delle Finals di novembre.

 

UN TORNEO ITINERANTE

Il palcoscenico sarà il Pala Alpitour, costruito per ospitare l’hockey su ghiaccio nelle Olimpiadi del 2006, impianto che ha una capienza di 14 mila posti e si trova a due passi dalle stazioni principali della città. Dunque con le caratteristiche ideali per fare da sfondo a un evento così importante. Un evento che, dal 1970, è diventato un punto fermo del calendario, pur mantenendo la sua caratteristica principale: non avere una base permanente. Quella prima edizione si giocò a Tokyo, poi i migliori otto al mondo hanno trovato casa a Parigi, Barcellona, Boston, Melbourne, Stoccolma, Houston, New York, Francoforte, Hannover, Lisbona, Sydney, Shanghai e appunto Londra. Per garantire le coperture finanziarie necessarie a portare le Finals in Piemonte, serviva un intervento del governo, giunto in tempo per permettere alla Fit di completare la candidatura da inviare all’Atp.

 

I CAMPIONI

Oggi i protagonisti sarebbero Novak Djokovic, Rafael Nadal, Alexander Zverev, Roger Federer (che però nel 2021 avrà 40 anni), Dominic Thiem, Kevin Anderson, Kei Nishikori e Stefanos Tsitsipas. Ma domani potrebbero esserci altri emergenti: Shapovalov, Auger-Aliassime, Medvedev, Khachanov, Coric, Kyrgios o chissà chi altro. E magari, perché no, proprio un italiano. Fabio Fognini non è mai stato così vicino ai top 10, mentre alle sue spalle sono tanti gli azzurri in crescita, che nel periodo tra il 2021 e il 2025 potrebbero raggiungere la maturità necessaria per arrivare a giocarsela con i migliori del mondo. Stiamo parlando di qualcosa, le Atp Finals a Torino e un italiano possibile protagonista, che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza, e che invece oggi è cronaca. Ci sono un paio d’anni per abituarsi all’idea e per raccogliere tutti i vantaggi, in popolarità e nuovi appassionati, che tutto questo ben di Dio potrà portare al movimento.