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ROGER E RAFA TRA I BOMBARDIERI

Pubblicato il 14 marzo 2019

Mentre la parte alta del tabellone del Masters 1000 di Indian Wells ha perso i principali favoriti, nella sezione inferiore si respira aria di grande sfida. In vista c’è una semifinale che potrebbe opporre Rafael Nadal e Roger Federer, attesi dal testa a testa numero 39. Un match che non vediamo da oltre un anno, precisamente da Shanghai 2017. E che lo spagnolo (che rimane avanti per 23 a 15) non vince addirittura da cinque stagioni. Bisogna risalire al 2014, per trovare un Rafa capace di superare Roger, nella semifinale degli Australian Open. Poi, complici i problemi del maiorchino e la seconda giovinezza del basilese, abbiamo assistito a una serie (aperta) di cinque trionfi dell’elvetico, uno nel 2015 e ben quattro nel 2017. Tra cui uno proprio a Indian Wells, dove i precedenti sono complessivamente 2-1 per Federer.

I PERICOLI DEI QUARTI

Per tutti questi motivi, e perché Federer-Nadal resta il confronto più affascinante dei nostri tempi, vedere un nuovo capitolo della saga sarebbe quanto di meglio avrebbe da proporre un appuntamento che ha vissuto su un doppio binario. Da una parte, quella dei due più vincenti di sempre, secondo le attese. Dall’altra, alcuni nomi decisamente meno attesi, e soprattutto l’assenza pesante di Novak Djokovic, fermato da Kohlschreiber e da una giornata storta. Prima di ‘Rafa vs Roger’, però, c’è ancora un turno, e non è un turno banale. Perché di fronte alla coppia delle meraviglie si presentano due personaggi che non vanno troppo per il sottile. Uno è polacco, si chiama Hubert Hurkacz e piazzerà i suoi ace in faccia a Roger senza curarsi troppo del nome che sta dall’altra parte della rete. Il secondo è russo, si chiama Karen Khachanov e nonostante con Nadal non abbia mai vinto, ha mostrato di essere molto vicino all’obiettivo.

HURKACZ, ACE E UMILTÀ

Hurkacz lo abbiamo conosciuto bene per la prima volta nella passata edizione delle Next Gen Atp Finals di Milano. Ragazzo di un’umiltà rara e con doti preziose per il tennis moderno: servizio da primo della classe e colpi pesanti sparati anche nei momenti delicati. Del resto non è un caso che sia già virtualmente vicinissimo ai top 50. E che nel deserto della California abbia tenuto a bada il talento di Denis Shapovalov, battendo il canadese per 6-3 al terzo dopo due ore di battaglia intensa. Per contro, Khachanov è un russo atipico nei modi (è cresciuto in Spagna) ma piuttosto tipico nel gioco: come nella migliore tradizione dei suo connazionali più famosi, Karen semplicemente trasforma in granate le palline che cascano dalle sue parti e che sono anche solo vagamente attaccabili. Dispone di una forza d’urto sconosciuta ai più, e il fatto che sia già a un passo dai top 10 depone pure a favore di una testa fino a poco tempo fa non proprio centrata sull’obiettivo.

RAFA RISCHIA

Visto l’ultimo incontro degli Us Open 2018, è proprio Nadal contro Khachanov a rischiare di più. Ma Federer non dovrà affatto sottovalutare Hurkacz, come del resto non ha mai fatto con nessuno in tutta la carriera. La supersfida è a un passo perché le due leggende sembrano in condizione e non hanno speso troppo per arrivare fin qui. L’ultima parte, per completare l’opera, potrebbe farla pure un po’ di quel carisma che Rafa e Roger si portano da casa, ogni volta che mettono piede in campo. Chi emergerà da quello slot avrà buone chance di andare fino in fondo e di lanciare una nuova sfida a Djokovic. Perché in alto, né Raonic, né Thiem, né Monfils, per non parlare del lucky loser Kecmanovic, sembrano pronti per far saltare il banco.