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UN’ITALIA DA COSTRUIRE

Pubblicato il 7 febbraio 2019

Non è ancora l’Italia che vinse quattro Fed Cup in pochi anni, quella che ha rivoluzionato il tennis tricolore. Ma la formazione azzurra che affronta la Svizzera a Biel non è nemmeno una squadra da sottovalutare. Perché l’inedito duo Giorgi-Errani, con tutte le incognite del caso, rappresenta un mix di esplosività e solidità che può mettere paura a tante avversarie. Così il team capitanato da Tathiana Garbin comincia l’avventura in terra elvetica con più di una speranza. Si gioca alla Swiss Tennis Arena, sabato e domenica, per il primo turno del World Group II: in palio c’è un posto nei play-off per tornare nel Gruppo Mondiale, dal quale l’Italia è uscita nel 2016, dopo 18 anni di permanenza e un poker di trofei (2006, 2009, 2010, 2013). Oltre alle due leader, convocate anche Martina Trevisan (numero 166 Wta), Jasmine Paolini (208) e Deborah Chiesa (281). Per la Svizzera, in campo Belinda Bencic (numero 45 Wta), Stefanie Voegele (84), Viktorija Golubic (101), Timea Bacsinszky (111) e Jil Teichmann (155).

IL RITORNO DI SARA

Detto questo, va ammesso che le incognite sono tante, sul fronte del team ospite. Camila Giorgi, prima di tutto, incognita costante pure a se stessa, persino quando gioca nel circuito Wta. Sta trovando, la marchigiana d’Argentina, segnali di continuità, tanto che la classifica resta ormai da qualche tempo su posizioni consone al suo valore. Ma i margini di crescita sono comunque importanti, ancora di più in una Nazionale che Camila ha ritrovato da poco. Il punto di domanda vero di questo weekend elvetico è però Sara Errani, all’ennesimo rientro dopo una vicenda tanto complessa quanto sfiancante sotto il profilo emotivo. L’emiliana si è sentita etichettare da più parti come se fosse colpevole oltre ogni ragionevole dubbio, quando di dubbi nella questione che l’ha colpita continuano a essercene parecchi. Sara si è (giustamente) riparata chiudendosi e cercando – durante l’assenza forzata – di lavorare per tornare più forte di prima. Dovesse riuscire a tramutare in spinta e motivazioni questo periodo di stop, nessuna avversaria potrebbe dirsi tranquilla.

L’ESEMPIO PER LE GIOVANI

Non sarà una partita semplice – spiega il capitano azzurro Tathiana Garbin – per due motivi: avremo di fronte avversarie molto forti e giocheremo in trasferta. Conosciamo e rispettiamo la qualità delle svizzere, ma le nostre ragazze formano una squadra competitiva, anche grazie ai ritorni di Sara Errani e Camila Giorgi, che possono essere da esempio e guida per le più giovani”. Proprio qui sta uno dei nodi del fine settimana di Fed Cup, come di tutta questa competizione che adesso trova a stento i riflettori dei media mainstream, ma che solo pochi anni fa era la miniera d’oro del tennis italiano. Errani e Giorgi, insieme allo staff, hanno un compito arduo ma tremendamente affascinante. Quello di andare oltre gli ostacoli del momento, provando a porre le basi di una ricostruzione. Perché Trevisan, Chiesa, Paolini e tutte le altre che scalpitano alle loro spalle (per esempio Federica Rossi e Lisa Pigato, recenti protagoniste agli Australian Open Under 18), hanno bisogno di crescere con esempi concreti e positivi. Con la possibilità di sbagliare ma con l’obiettivo di capire i loro errori il più in fretta possibile.