blog
home / BLOG / TSITSIPAS, NO STRESS

TSITSIPAS, NO STRESS

Pubblicato il 7 novembre 2018

Le nuove regole in salsa Next Gen, parole sue, lo ‘stressano’. Perché per esprimere il suo tennis arioso e brillante, Stefanos Tsitsipas ha bisogno di sentirsi a suo agio, con meno pressione possibile. O almeno così racconta il greco, al termine della prima esperienza sul campo allestito alla Fiera di Milano, dopo aver chiuso in quattro short set l’incontro di apertura dell’edizione 2018 contro Jaume Munar. Una puntualizzazione, quella del talento di Atene, che potrebbe pure essere indizio di un’attitudine pericolosa. Perché in fondo, si sa, i campioni veri si vedono non quando tutto è sotto controllo, bensì nei momenti in cui bisogna gestire la tempesta. Stefanos, peraltro, non aveva mai dato l’impressione di essere uno che patisce particolarmente le vicende complesse. Anzi, al contrario, pare uno di quei tipi che ci sguazzano. Ma – come ammette lui stesso – passare in un anno dalle retrovie del ranking a una posizione numero 15 Atp, che è l’anticamera della popolarità mainstream, non è qualcosa di semplice. Nemmeno per un personaggio che sull’assenza della paura ci ha costruito la sua immagine.

NEXT GEN COME STRESS TEST

Adesso però arriva il bello. E il difficile. A cominciare da un torneo, queste Finals under 21 di Milano, che lo vedono come favorito. Lui sa bene di essere l’osservato speciale, di essere quello più ammirato dalla gente, che già lo scorso anno si era innamorata di lui dopo una semplice esibizione. E proprio per questo, al di là delle nuove regole (che comunque non sono un dettaglio), questo torneo per il greco rappresenta una sorta di stress test: dovesse superarlo indenne, darebbe a se stesso un’ulteriore dimostrazione di maturità, da mostrare ai più forti e pure ai coetanei che si sono già fatti largo nel Tour. Come quell’Alexander Zverev che non era stato molto carino con lui, al termine di un confronto perso nei quarti del Masters 1000 di Toronto, quando il tedesco definì ‘patetica’ la loro partita.

UN INTERO PAESE SULLE SPALLE

Dalla sua, il giovane Tsitsipas ha una storia già piuttosto vivace, che comprende anche un salvataggio in extremis del padre quando il figlio stava affogando. Una vicenda che lui ricorda spesso e associa a un legame profondo con la famiglia e con il papà, il quale lo segue sempre e lo coccola, pur senza esagerare. Dalla sua ha pure un intero Paese che spinge, perché è il primo greco davvero competitivo per i tornei che contano. Il primo a conquistare un titolo Atp, quest’anno a Stoccolma. “Il mio gioco aggressivo – spiega il 20enne greco – mi ha aiutato a crescere in fretta nel circuito. Il mio atteggiamento è cambiato rispetto a un anno fa, oggi ho più esperienza e riesco a trovare soluzioni diverse in campo gestendo meglio i momenti difficili. Nonostante quello che si può pensare vedendo le mie caratteristiche tecniche, la terra è ancora la mia superficie preferita, sono cresciuto lì ed è sul rosso che mi diverto di più, come quest’anno a Barcellona”. Dovesse vincere pure qualche Slam, a divertirsi sarebbero anche tanti appassionati di tutto il mondo