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RICORDI PERICOLOSI

Pubblicato il 20 aprile 2018

I ricordi legati al Belgio, per l’Italia di Fed Cup, sono fin troppo belli: sette vittorie su altrettante partite. E fin troppo distanti, verrebbe da aggiungere, per potere essere ancora un vantaggio in questa sfida di Genova che si sovrappone al fine settimana conclusivo di Monte-Carlo. L’ultimo è del 2006, in quella magica finale di Charleroi che ci consegnò un trionfo capace di aprire le porte al periodo più prolifico della nostra storia. Sono passati dodici anni, da due le azzurre non sono più nel Gruppo Mondiale, e se ci vorranno tornare dovranno cercare di prepararsi a vincere incontri come questo. Farlo in questa occasione, però, sarà tremendamente complicato, perché le avversarie arrivano in Liguria forti di una leader in piena ascesa come Elise Mertens, e nel complesso di un gruppo solido, fatto di esperienza e gioventù.

Tathiana Garbin mostra il suo solito orgoglio, per presentare la due giorni di Fed: “Le ragazze sono in forma – spiega la capitana del team tricolore –, ci stiamo preparando molto bene e siamo cresciute ulteriormente da quando abbiamo battuto la Spagna. Il Belgio è forte, ma noi venderemo cara la pelle. Sara Errani è un valore aggiunto per le altre, un esempio di serietà e impegno importante, considerata anche la giovane età delle sue compagne”. Proprio Sara, l’unica rimasta dello storico gruppo delle nostre Fab Four, alimenta l’ottimismo: “Per me è un onore giocare per la nostra Nazionale, non esistono fatica o pressione quando si indossa la maglia azzurra. Genova non mi evoca bei ricordi, perché con la Francia tre anni fa perdemmo al doppio di spareggio, ma ora siamo un’altra squadra e sono davvero felicissima di essere in questo gruppo. La sfida col Belgio sarà durissima ma abbiamo i mezzi per farcela”. Infine la piccola di famiglia, non solo per via della statura: Jasmine Paolini dovrà aprire le danze contro la Mertens in un match quasi impossibile, ma anche in questo caso non traspare nessun vittimismo: “Giocare il primo incontro non mi infastidisce, anzi mi fa piacere perché mi posso programmare meglio. Non ho mai giocato contro la Mertens, anche se la conosco dai tempi del circuito under 18. Lei è cresciuta tanto, è in un grande periodo di forma come dimostra la vittoria a Lugano, ma io ci dovrò provare fino alla fine”.

La prima giornata, con Paolini-Mertens e Van Uytvanck-Errani, potrebbe chiudersi con una situazione di parità, e allora diventerebbe fondamentale la sfida di apertura di domenica tra le due numero 1 dei rispettivi team, ossia Mertens ed Errani. Che si sono affrontate in una sola occasione, con vittoria sofferta della belga, lo scorso anno a Istanbul. Anche questa volta, dunque, le speranze azzurre poggiano soprattutto sulle spalle della giocatrice emiliana, ma non bisogna dimenticare che la sfida con la Spagna, quella che ci ha portato a questo spareggio, fu decisa da Deborah Chiesa. La trentina è ancora in formazione ma non è in un periodo brillantissimo, motivo per cui pare essere destinata a fare da spettatrice in questa due giorni, insieme alla compagna Jessica Pieri, altra giovane scelta dalla Garbin. Chissà che poi domenica non cambi tutto, e che rimescolando le carte si possa ottenere lo stesso effetto sorpresa che al cospetto delle spagnole ci lanciò verso una vittoria insperata. In fondo questa col Belgio non è una partita più difficile di quella con le iberiche. Di diverso c’è l’obiettivo da raggiungere. E per arrivare a riconquistare il Gruppo Mondiale, oltre che un buon tennis, servirà pure una buona dose di sangue freddo.