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OCCASIONE MANCATA

Pubblicato il 8 aprile 2018

Era una buona occasione per tornare tra le grandi, per tornare in semifinale di Davis dopo quattro anni e magari per aggiungerci un sogno più grande. Invece, Italia-Francia di Genova resterà un rimpianto per il tennis azzurro, sempre a pochi centimetri da un traguardo che alla fine è sfuggito definitivamente. Fabio Fognini ha perso contro Lucas Pouille in quattro set, ma dopo aver dominato in avvio e dopo aver mancato una montagna di chance nel terzo, nel quale è stato avanti per 3-0 e per 5-3, sprecando complessivamente tre set-point. L'ultimo dei quali, deciso da uno scambio condizionato da una sfortunata deviazione del nastro, ha sostanzialmente chiuso il set e l'incontro a favore del francese, perché il ligure ha poi ceduto di nervi e ha messo la partita nelle mani del suo avversario con una quantità eccessiva di errori gratuiti.

È il secondo match girato male per una manciata di punti nel fine settimana di Valletta Cambiaso, dopo quello perso venerdì da Andreas Seppi, sconfitto in cinque set sempre da Pouille. Mentre si può dire davvero poco sul doppio, sostanzialmente mai in discussione. Considerato che un eventuale quinto incontro avrebbe visto le due squadre partire alla pari, Barazzutti e i suoi possono davvero mangiarsi le mani: era una partita che si poteva affrontare tutto sommato senza troppo da perdere, ma con tanti match in equilibrio. Un equilibrio confermato poi dal campo, ma corredato da una lunga serie di episodi sfavorevoli che hanno condannato i padroni di casa a un altro stop nei quarti, il terzo consecutivo.

Non è la prima volta che il tennis italiano si ferma davanti alla 'grande occasione'. In particolare in campo maschile, dove non siamo ancora riusciti a ripetere gli straordinari risultati ottenuti dalle ragazze tra Fed Cup e Slam. In questo senso, acquistano un significato diverso le parole del ct Barazzutti nell'immediato post-partita, quando il capitano ha segnalato la necessità di qualche ricambio che vada a dare una mano a Seppi, Lorenzi e Fognini in tempi piuttosto rapidi. In effetti parliamo di tre giocatori con un'età media alta, oltre i 33 anni, e che non potranno tirare avanti all'infinito un gruppo che ha dimostrato comunque di valere le prime otto squadre del mondo. In formazione a Genova c'era anche Matteo Berrettini, e sicuramente il romano sarà uno di coloro che potranno dare un contributo significativo. Insieme a lui i vari Travaglia, Sonego, Quinzi, Napolitano, o altri che al momento partono un po' più indietro.

Non c'è nulla di male a perdere dalla Francia campione in carica, e non sarà questa partita a dover far partire processi sulla Nazionale. Ma potrebbe aiutare cominciare a guardare ai giovani non più come a una possibile risorsa per un futuro indefinito, bensì come una componente fondamentale da inserire fin da adesso nei piani del presente. Si potrebbe forse, in questo modo, superare questa fase di passaggio con uno sguardo più ottimista sugli anni che verranno. In attesa di capire cosa ne sarà della Davis, se ce la lasceranno così com'è, con tutto il suo carico di storia e di fascino, oppure se cambierà radicalmente diventando uno show della durata di una settimana.