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FURIE AZZURRE

Pubblicato il 11 febbraio 2018

La vittoria sulla Spagna in quel di Chieti deve essere un punto di ripartenza per il tennis italiano al femminile. Un nuovo inizio partendo proprio da quella Nazionale di Fed Cup che era riuscita a vincere quattro titoli in pochi anni, e che aveva dato fiducia a tutte le ragazze che ne facevano parte ben prima che arrivassero i grandi exploit nei tornei del Grande Slam. Ora, come sappiamo, la situazione è molto diversa, ma il 3-1 con cui le azzurre hanno chiuso la pratica di fronte a una squadra teoricamente più forte, è un segnale concreto di evoluzione che forse nessuno si aspettava così rapido e forte.

Sul trionfo di Chieti, che ci manda a giocare gli spareggi per risalire nel Gruppo Mondiale (ad aprile), c'è il marchio di una 21enne trentina fino ad ora poco conosciuta dal grande pubblico: si chiama Deborah Chiesa e sta vivendo il momento migliore della sua giovane carriera, con l'approdo al suo best ranking – numero 179 al mondo – proprio lo scorso lunedì. Chiamata un po' a sorpresa da Tathiana Garbin a sostituire Jasmine Paolini, Deborah ha giocato con tutta probabilità il miglior match della sua vita, per battere una solida top 100 come Lara Arruabarrena, uscita malconcia dalla due giorni in Fed Cup. La Chiesa, che si allena a Roma coi fratelli Piccari e con Karin Knapp (da cui sta prendendo spunto in termini tecnici) ha lottato su ogni palla dall'inizio alla fine, ha subìto un parziale durissimo tra secondo e terzo set, ma ha saputo riprendersi a un passo dal tracollo rimontando la rivale fino a un tie-break da infarto. Vinto dall'azzurra per 9 punti a 7 annullando un match-point e grazie a due ace nei momenti decisivi. Dimostrazione di carattere che ha pochi riscontri nella storia recente del nostro tennis. “Ho dato tutto – ha detto la trentina – e l'ho portata a casa col cuore. Alla fine ci si allena e si gioca per vivere momenti come questo. Vincere con la Nazionale è un sogno, e lo dedico alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto”. 

Solo lacrime di gioia e sorrisi, alla fine, anche per Sara Errani, che ha centrato contro Carla Suarez Navarro la nona vittoria su undici confronti diretti. Un risultato che dunque non sarebbe da considerare come una sorpresa straordinaria, se non fosse per quello che è successo alla giocatrice romagnola negli ultimi tempi. Ritrovare una Errani così decisa, così sicura dei suoi mezzi, è stato forse il regalo più bello del fine settimana di Fed Cup, al di là del risultato. Aver dominato una top 100 come la Arruabarrena e aver poi battuto la numero 29 al mondo certifica una crescita che era nell'aria. Una crescita nella quale può avere già avuto un qualche merito Pablo Lozano, lo storico coach di Sara tornato da poco al suo angolo. Anche se è stata proprio l'azzurra a dire che, in fondo, anche quel cambio voluto nella parte più difficile della carriera l'aveva aiutata a capire molte cose su di lei e sul suo tennis. Lei che sarà la guida della nuova Italia, ma che adesso al suo fianco ha un gruppo vero che può crescere, trovando da Chieti la fiducia necessaria per lavorare giorno per giorno, tenendo i piedi ben piantati a terra.

(photo credits: federtennis.it)