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ROGER, CHUNG & MR. TENNYS

Pubblicato il 22 gennaio 2018

Il giorno delle sorprese è arrivato. Sorprese di quelle vere, che si ricordano a lungo. La più clamorosa premia Hyeon Chung, primo coreano a raggiungere i quarti di finale di un torneo dello Slam, nella giornata in cui Novak Djokovic ha trovato dall'altra parte della rete la copia giovane di se stesso. Il vincitore delle Next Gen Finals di Milano ha macinato chilometri come se nulla fosse, facendosi trovare pronto su ogni singolo colpo nelle tre ore di partita che lo hanno portato nella storia dello sport del suo Paese. Le caratteristiche di Chung – concretezza, solidità, rapidità di piedi – ormai si conoscono bene, ma a vederlo mettere sotto l'ex numero 1 del mondo in questo modo tanto evidente, nessuno era davvero preparato. Djokovic ha retto l'urto evitando il tracollo più di una volta (sotto 4-0 nel primo set, 4-1 nel secondo, 4-3 e palla break nel terzo) ma alla fine si è arreso dedicando al rivale i complimenti sinceri di uno che partite così, in carriera, ne ha vinte tante. La favola di Hyeon potrebbe non essere finita qui, perché al prossimo turno per lui c'è l'altra rivelazione dello Slam australiano. Si chiama Tennys Sandgren, fino a tre stagioni fa viaggiava oltre la posizione numero 600 Atp, e adesso (a 26 anni) si permette il lusso di vivere un Major da protagonista, con l'ennesimo scalpo prestigioso, quello di Dominic Thiem, a fare bella mostra. Veder giocare Mr. Tennys è un piacere, perché ha un bel bagaglio tecnico e un'attitudine umile per nulla intaccata da questi dieci giorni sotto i riflettori.

Se Djokovic lascia la compagnia, Roger Federer procede sereno e colleziona la quarta vittoria in tre set su quattro partite giocate nel torneo. L'incognita, contro l'ungherese Marton Fucsovics, non era tanto relativa all'avversario, quanto alla prima esibizione dello svizzero sotto il sole australiano, dopo tre incontri giocati nella sessione serale. Ebbene, anche al caldo (“ma non era così terribile”, ha detto Roger) e in una giornata non perfetta, il numero 2 del mondo ha mostrato di essere in condizione e in totale controllo del suo tennis. Certo fin qui gli avversari non hanno fatto molto per impensierirlo, e così il prossimo turno contro Tomas Berdych rappresenta l'insidia più severa portata fin qui all'elvetico nella sua corsa al bis australiano. I precedenti parlano di un bilancio chiaramente a favore di Federer (19-6), con Berdych che ha vinto l'ultima sfida nel 2013. Ma in realtà il ceco ha fatto vedere di essere in forma e di poter ambire a creare qualche grattacapo al Migliore di sempre, come del resto era accaduto lo scorso anno, a Wimbledon e più ancora a Miami.

Rischia almeno altrettanto Rafael Nadal, atteso dal croato Marin Cilic dopo l'esibizione poco convincente di fronte all'argentino Diego Schwartzman. Anche in questo caso ci sono i precedenti (5-1) a confortare il favorito, ma il Nadal visto soffrire in maniera così evidente, per quasi quattro ore, in un match teoricamente di ordinaria amministrazione, non lascia affatto tranquilli. Tanto più che Cilic è uscito bene da una maratona con Carreno Busta che nascondeva più di un'insidia. Infine c'è Edmund-Dimitrov, a chiudere il programma dei quarti maschili: sfida meno scontata di quanto dica la classifica, perché il britannico capace di battere Seppi sta crescendo di partita in partita e ha tutti i mezzi per arrivare molto in alto.

Tra le donne, alla faccia dell'incertezza e della presunta anarchia della vigilia, ci sono tre delle prime quattro che viaggiano sicure verso le ultime fasi del torneo. Su tutte Simona Halep, che dopo aver vinto una maratona da record contro la Davis, ha ridimensionato la giapponese Osaka, giocatrice che tecnicamente può dire la sua con tutte, ma che ancora difetta di continuità. Nella parte bassa ci sono invece Elina Svitolina e soprattutto Caroline Wozniacki, rinata dopo essere stata a un solo punto dal tracollo al secondo turno contro la Fett. Come quarta incomoda c'è una ex numero 1 al mondo, Angelique Kerber, attesa dalla Keys in una partita che potrebbe lanciarla verso un Australian Open da protagonista, come accadde nella vittoria di due anni fa: il suo primo passo verso la vetta.