blog
home / BLOG / UOMINI DA RECORD

UOMINI DA RECORD

Pubblicato il 20 gennaio 2018

In Australia non era mai accaduto. Negli altri Slam sì, ma bisogna tornare indietro di 42 anni, al magico Roland Garros del 1976, quello vinto da Adriano Panatta. L'Italia del tennis porta due suoi rappresentanti negli ottavi di finale del singolare maschile, e se le vittorie di Andreas Seppi e Fabio Fognini su Ivo Karlovic e Julien Benneteau non sono affatto delle sorprese, lascia piacevolmente stupiti il modo in cui i due azzurri hanno affrontato situazioni di difficoltà – tecnica, mentale e ambientale – in due maratone destinate a restare nella memoria a lungo. Andreas, avanti di due set contro Karlovic, ha subìto la rimonta di un avversario che non ne voleva sapere di arrendersi, ma nella parte conclusiva del quinto set ha ritrovato quella risposta puntuale e precisa che aveva fatto la differenza in avvio, conquistandosi un'altra chance per un traguardo mai raggiunto a livello Slam: i quarti di finale.

Fognini, di fronte a Benneteau, ha rimediato alla consueta partenza lenta con due set perfetti, si è complicato la vita nel quarto, ma nel quinto ha fatto la differenza in modo quasi naturale. Senza troppi sforzi. Perché in campo il più forte era di gran lunga lui. Così l'altoatesino e il ligure hanno cancellato i precedenti negativi contro i rispettivi avversari, e adesso hanno un'ulteriore chance di andare avanti. Perché né Edmund (per Seppi) né Berdych (per Fognini) rappresentano ostacoli fuori portata. Stavolta non c'è dubbio che gli azzurri partano sfavoriti, ma non così tanto come potrebbe sembrare. E chissà che il fatto di avere poco da perdere (in particolare per Fognini) possa aiutare a fare un altro passo verso i migliori del primo Major stagionale. L'ultimo italiano a raggiungere i quarti a Melbourne fu il piemontese Cristiano Caratti, che nel 1991 sfruttò alla perfezione un'autostrada favorevole nel suo settore di tabellone, cedendo poi al quinto set a Patrick McEnroe, fratello minore (e con molto meno talento) di John.

L'Australian Open 2018 rappresenta un primato personale anche per Hyeon Chung, il vincitore delle Next Gen Finals di Milano, ormai perfettamente calatosi nella parte del futuro campione. Il coreano lo ha mostrato molto chiaramente nella sfida contro Alexander Zverev, il tedesco che della Next Gen è – ormai da tempo – il rappresentante più illustre. Avanti due set a uno, Zverev ha abbassato il ritmo per qualche game e in un attimo si è trovato a dover inseguire, frustrato nel morale da un avversario che non concede un quindici gratuito nemmeno quando ha la partita in cassaforte. Chung ha poi dominato nel quinto set, confezionando un successo che vale moltissimo e che deve mettere in guardia un po' tutti i migliori: questo ragazzo umile e poco appariscente sa proporre una combinazione di difesa e pressione da fondo che raramente si è vista negli ultimi tempi nel Tour. La sfida con Djokovic, negli ottavi, sarà tra le più attese dello Slam australiano.

Un altro uomo da record, ma in questo caso ci siamo abituati, è Re Roger: l'ennesima passeggiata contro un Richard Gasquet tutt'altro che arrendevole, dimostra che lo svizzero è perfettamente in linea per ripetere il trionfo dello scorso anno. Federer va a caccia dello Slam numero 20 (sarebbe il sesto in Australia) e si fatica a vedere chi, nella parte bassa del tabellone, potrebbe impedirgli di arrivare all'ultimo atto. Djokovic? Certo, sta crescendo, ma in un eventuale scontro diretto non partirebbe favorito. Perché a 36 anni, l'eterno ragazzo di Basilea sembra sempre il più fresco e preparato di tutti. Non solo perché sta giocando nella sessione serale – ottimo modo degli organizzatori per unire il picco di pubblico televisivo alle sue esigenze – ma perché spreca poco o nulla, anche nei momenti più complicati. Rafa e gli altri sono avvisati: battere il Re, a Melbourne, sarà un'impresa.

 

 

TAGS #fognini