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SEPPI E FOGNINI: LA GRANDE OCCASIONE

Pubblicato il 18 gennaio 2018

Affrontare Ivo Karlovic, 39 anni il 28 febbraio, e Julien Benneteau, 36 compiuti lo scorso dicembre, nel terzo turno dell'Australian Open, non può non rappresentare una grande occasione. Andreas Seppi e Fabio Fognini sono autorizzati a fare gli scongiuri e a prendere la questione col dovuto distacco, ma se alla vigilia del torneo avessero proposto ai due azzurri una situazione di questo genere in vista degli ottavi di finale, c'è da scommettere che i sorrisi non sarebbero mancati. I precedenti, negativi per entrambi gli italiani (2-1 Karlovic su Seppi, 1-0 Benneteau su Fognini), invitano alla prudenza, ma non c'è dubbio che questa apertura inattesa di tabellone proponga due sfide alla portata di Andreas e Fabio. Seppi ha detto di non divertirsi, quando dall'altra parte c'è uno come il croato, che non dà ritmo e costringe al massimo sforzo mentale. Ma è pur vero che il 12-10 al quinto cui è stato costretto contro il giapponese Sugita, potrebbe lasciare qualche strascico sul fisico del gigante Ivo, tanto più in condizioni di caldo estremo come quello che i giocatori stanno trovando sui campi di Melbourne.

Proprio il caldo ha dato fastidio a un David Goffin già sottotono di suo, costringendolo alla resa in quattro set di fronte a una vecchia volpe del circuito come Benneteau. E qui la sorpresa è davvero grande, considerato che a sentire bookmaker e addetti ai lavori, il belga andava messo tra i primi tre o quattro favoriti del torneo. Forse avevano tutti un po' esagerato, nel garantire tanta fiducia al talento del Nord Europa, ma una sua uscita così precoce restava poco pronosticabile. Fognini, per contro, è partito male contro Donskoy, ma in seguito ha mostrato la migliore versione di se stesso: lucido, attento, preciso e nettamente più fresco del rivale, dominato nei momenti importanti. Il ligure ha cominciato l'anno col piede giusto e adesso potrebbe davvero puntare a quel salto di qualità – sotto il profilo della continuità – che tutto il movimento tricolore si augura e si attende da tempo.

L'Australia è una grande occasione anche per Novak Djokovic, che dopo sei mesi di stop ha la chance di far capire a pubblico e avversari di non aver perso contatto col vertice. Nemmeno il test contro Gael Monfils, cotto dal sole dopo un'ora e spiccioli di gioco, può essere considerato definitivo per capire davvero le condizioni attuali del serbo, ma passo dopo passo le sue possibilità sembrano crescere. Il prossimo turno contro lo spagnolo Ramos dovrebbe dargli un'altra chance per trovare la forma senza correre troppi rischi, ma al turno successivo (Chung o Sascha Zverev) ci sarebbe bisogno di un Djokovic al top per riuscire a mettere il naso nella seconda settimana. La prima giornata di caldo vero, a Melbourne (temperatura vicina ai 40 gradi), ha fatto capire che gli equilibri dello Slam downunder non saranno – come peraltro accade ogni anno – solo una questione di prestazione tecnica. Saranno anche, se non soprattutto, una questione di preparazione fisica e mentale alla fatica, e su questo si gioca molto del futuro australiano di Nole. In attesa di capire qualcosa in più sul suo futuro a lungo termine.