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2017: CHI SALE E CHI SCENDE (PARTE 2)

Pubblicato il 14 dicembre 2017

Dopo aver visto top e flop del circuito ATP, vediamo chi sale e chi scende in campo femminile. Una stagione, quella appena passata, senza una vera regina, caratterizzata da un grande equilibrio.

CHI SALE

SIMONA HALEP – Magari non sarà un cuor di leone, non avrà sfruttato tutte le occasioni a sua disposizione, ma la rumena è riuscita finalmente nel suo intento: arrivare a essere la migliore giocatrice del mondo. E poco importa che lo abbia fatto nell'anno più equilibrato e rocambolesco della storia del tennis femminile, con sette giocatrici raccolte in un migliaio di punti. Che non possa essere una dominatrice lo si è capito, ma è difficile che si faccia trovare impreparata e che tradisca le attese.

GARBINE MUGURUZA – La 24enne nata a Caracas è stata tra quelle che durante l'anno hanno potuto assaporare il gusto della prima posizione mondiale. Non l'ha mantenuta, ma di fronte alla vittoria in quel di Wimbledon la questione diventa quasi marginale. In prospettiva, inoltre, Garbine pare quella con più mezzi e più margini di crescita, rispetto alle rivali di vertice. Il 2018, in questo senso, sarà un anno importante per capire il suo reale valore.

VENUS WILLIAMS – Bisogna togliersi il cappello di fronte a questa signora di 37 anni che non si accontenta mai. Non si accontenta di aver rivoluzionato, ormai una ventina di anni fa, il mondo del tennis femminile. Non si accontenta di essere stata numero 1 di aver vinto sette Slam. Non si accontenta di aver battuto infortuni e malattie. Nell'anno in cui la sorella Serena diventa mamma, zia Venus dimostra di poter competere sempre con le migliori. La domanda ora è: per quanto ancora riuscirà a farlo?

CAROLINE WOZNIACKI – Il bel sorriso della danese è tornato a illuminare il Tour. Dopo un 2016 da dimenticare, ecco la stagione della rinascita, con la ciliegina sulla torta della vittoria nelle Wta Finals, dove ha piegato in finale Venus Williams. Una sorta di rivincita, quella presa da Caroline, su tutti quelli che ai tempi d'oro – quando era in vetta al ranking – parlavano della 'più debole numero 1 di sempre'. Forse non era proprio così, e a 27 anni c'è ancora un bel po' di tempo per dimostrarlo.

JELENA OSTAPENKO – È la più giovane nelle top 10 e pure nelle top 20. Se ci fosse una classifica Next Gen al femminile sarebbe lei la protagonista assoluta, la Zverev in gonnella. Con la differenza che la lettone è riuscita laddove il tedesco per ora ha fallito: vincere una prova del Grande Slam. Quel Roland Garros incamerato in finale sulla Halep, seguito peraltro da un ottimo Wimbledon, deve essere un monito per tutte: in futuro, nella corsa ai Major, Jelena sarà spesso e volentieri della partita.

CHI SCENDE

ANGELIQUE KERBER – La tedesca è l'emblema delle nobili decadute. La regina dello scorso anno non è riuscita a far fronte alle mille pressioni che si è ritrovata addosso. Troppe, per un tennis sempre più fragile, man mano che la fiducia cominciava a venir meno. Fino ad aprile, in verità, qualcosa di buono ha pure combinato, ma in seguito è sprofondata sempre più in basso, chiudendo addirittura fuori dalle prime 20. Un tracollo inatteso persino per chi non credeva in lei.

DOMINIKA CIBULKOVA – Il gran finale del 2016 pareva un trampolino di lancio per la piccola grande slovacca, invece il suo 2017 risulta decisamente anonimo, soprattutto se paragonato alle aspettative di partenza. I primi sei mesi sono stati condizionati da un paio di infortuni, ma anche in seguito Dominika non è riuscita a dare la svolta, perdendo partite (Jabeur, Lottner) che non avrebbe mai dovuto perdere.

AGNIESZKA RADWANSKA – Da numero 3 a numero 28. Basterebbe il ranking di fine stagione per definire gli ultimi dodici mesi di Aga, che si è arrotolata attorno ai suoi dubbi senza mai trovare la forza per uscirne. Alla fine, in due sole occasioni è riuscita a vincere tre incontri consecutivi, a Sydney e a Wimbledon. Per il resto, un disastro.

MARIA SHARAPOVA – Rientrata ad aprile dopo la sospensione, la russa ha avuto meno tempo delle altre per farsi notare, ma anche una volta ritrovata la velocità di crociera, nel pieno della stagione, non ha lasciato una grande impressione. Il problema più grosso è stato rappresentato da una serie di infortuni che pareva non finire mai, e che certamente le ha messo addosso ancora più pressione rispetto a quella che già aveva in partenza. Il 2018 sarà l'anno della verità.

EUGENIE BOUCHARD – La 23enne canadese ha vissuto un anno con la testa rivolta più fuori che dentro al campo. Tra le consuete copertine, appuntamenti al buio con ammiratori e – per ultimo – il caso giudiziario che la vedrà opposta all'organizzazione degli Us Open, i risultati non potevano essere gran cosa. La classifica, in effetti, recita un poco incoraggiante numero 82, con un unico momento da ricordare: la vittoria su Maria Sharapova nel secondo turno di Madrid.