blog
home / BLOG / LA BELLEZZA DI ROBERTA

LA BELLEZZA DI ROBERTA

Pubblicato il 4 dicembre 2017

Roberta Vinci si ritirerà dal tennis professionistico al termine del torneo del Foro Italico 2018. E – già lo sappiamo – dopo quell'ultima apparizione ci mancherà moltissimo. Qui non parliamo dei risultati, pur straordinari, che la tarantina ha messo nel proprio palmarès nell'ultimo decennio. Parliamo invece di cosa ha rappresentato – meglio, di cosa ancora rappresenta – per un mondo del tennis femminile che troppe volte abbiamo visto uniformato, alla caccia del successo a tutti i costi senza tenere in considerazione l'estetica, la bellezza dei gesti. Quell'estetica che nel gioco di Roberta è diventata essenza, utile al risultato come forse mai era accaduto in precedenza nel mondo del tennis italiano.

Non fu tutto facile, per la giovane Vinci. Forse di traguardi facili sul suo percorso non ce ne sono stati mai. Perché una con un tennis così, fatto di carezze e tocchi gentili, di attacchi e di coraggio, non poteva avere un percorso lineare. A un certo punto pareva destinata a una (grande) carriera da doppista, invece il suo orgoglio le ha suggerito di provarci fino in fondo anche quando sul campo si è trovata da sola. E da lì è nata una storia nuova, di una ragazza che da buona seconda linea è passata a essere attrice principale sui grandi palcoscenici, finendo nelle prime dieci del mondo. Un traguardo che in pochi le avrebbero pronosticato, e che invece è arrivato, toccando l'apice al numero 7, solo un anno e mezzo fa.

“Nel 2017 ho vissuto una stagione anonima – ha detto Roberta – e non mi piaceva l'idea di finire così”. Perciò andrà avanti, almeno parzialmente: affronterà le sfide dei grandi eventi, passando dalle qualificazioni se la sua classifica glielo imporrà, e chiuderà poi nel torneo più importante che abbiamo in Italia. Quel torneo di Roma che non le ha mai regalato grandi soddisfazioni, più per ragioni emotive che tecniche. E per allenarsi e rimettersi in forma, dopo la scelta di chiudere il rapporto con Cinà, ecco la decisione di fare tappa a Milano, la città che andrà ad accogliere la tarantina anche nel dopo carriera, non si sa bene ancora per quale ruolo.

Di certo c'è che una così è un patrimonio da tenersi stretto, una testimonianza vivente della bellezza del tennis. Una persona che ai giovani potrebbe dire e dare tanto, sia in termini di esperienze vissute, sia in termini di capacità di comunicare. Perché sì, al di là di tutto, è stata proprio l'empatia che ha saputo creare con il pubblico, la vera arma vincente che ha fatto di Roberta una giocatrice ammirata dentro e fuori i confini nazionali. Quell'essere sempre vera, nelle belle e nelle brutte giornate, l'ha resa più vicina a tutti noi. E per questo tutti, da qui a maggio, le faremo sentire il nostro lungo applauso.