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WIMBLEDON, ECCO I TABELLONI

Pubblicato il 30 giugno 2017

Murray nella metà di Nadal, ma anche di Kyrgios, Wawrinka e Cilic (e con il pericolo Dustin Brown al secondo turno). Federer dalle parti di Sascha Zverev, per poi avere Djokovic in una eventuale semifinale. Questo ha detto il sorteggio di Wimbledon, che ha proposto diversi match di alta qualità fin dal primo turno. Uno su tutti? Quello tra Sua Maestà Roger e Alexander Dolgopolov, l'ucraino che dispensa talento e follia in egual misura, ma che in una sfida secca può essere pericoloso per chiunque. Ma saranno da seguire da vicino pure Wawrinka contro l'emergente Medvedev e il confronto Del Potro-Kokkinakis. Per gli azzurri non è andata troppo bene, fatta eccezione per Paolo Lorenzi, abbinato all'argentino Zeballos, come il senese poco a suo agio sull'erba. Fognini ha subito Tursunov, con un Murray in un eventuale terzo turno a non lasciarlo tranquillo. Buona occasione per Seppi contro Gombos, durissima per Fabbiano contro Querrey, chiuso (almeno in teoria) Cecchinato contro Nishikori.

Nella solita incertezza che regna di recente tra le donne, difficile segnalare chi possa essere un pericolo per chi. Nella parte alta del tabellone ci sono Kerber, Muguruza, Radwanska, Pliskova, Mladenovic e Wozniacki. Nella parte bassa Cibulkova, Venus Williams, Ostapenko, Svitolina, Konta, Kvitova e Halep. Ma non è affatto detto che la vincitrice uscirà da queste tredici. Per quanto riguarda le italiane, impegno duro per la migliore delle azzurre sull'erba, ossia Camila Giorgi, attesa dalla francese Cornet. Per Francesca Schiavone c'è la lussemburghese Minella, per Sara Errani la Pironkova e per Roberta Vinci la meno forte delle Pliskova, Kristyna. Sorteggio che definire complicato è poco. Ci vorrà una dimostrazione di talento e carattere, per tutte le nostre, per riuscire a superare qualche turno.

Intanto, dalle qualificazioni emerge una di quelle storie che fanno innamorare del tennis. E stavolta riguarda un giocatore italiano, il marchigiano Stefano Travaglia. Nel turno decisivo per entrare nel main draw (che si gioca al meglio dei cinque set), l'azzurro aveva di fronte un avversario attrezzato per i campi in erba come il canadese Peter Polansky, numero 16 del seeding cadetto. Ebbene, Travaglia ha avuto bisogno di tre ore e quindici minuti per chiudere, ma lo ha fatto nel modo più emozionante possibile: al quinto parziale e al decimo match-point. Sì, avete letto bene, decimo. Sul 4-4, il 25enne marchigiano ha annullato tre palle break al rivale, che avrebbero mandato Polansky a servire per il match. Poi, sul 5-4 in suo favore, ha giocato un game che ricorderà a lungo, concluso soltanto al trentesimo punto. In pratica, come un intero set concentrato in un gioco.

In quasi tutte le palle match, Travaglia (155 Atp) ha dovuto affrontare una seconda palla di servizio del suo avversario, ma non ha mai trovato modo di essere incisivo, regalando qualche errore di troppo che gli sarebbe potuto costare davvero molto caro. Invece, quando pareva che l'incantesimo non dovesse spezzarsi mai, ecco il lieto fine: attacco di diritto e conclusione sicura con lo smash, per centrare il main draw del torneo più prestigioso del mondo. “Me lo sono meritato – ha detto l'azzurro – per tutta la fatica messa in questa risalita”. Ha ragione, Stefano, perché oltre a essere uno dei più talentuosi del panorama tricolore, è stato pure uno dei meno fortunati. Con tanti problemi fisici che ne hanno rallentato la crescita. Chissà che proprio da Wimbledon, dall'erba che esalta il suo braccio d'oro, possa partire una nuova carriera.