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VIVA LA MAMMA

Pubblicato il 22 giugno 2017

Chissà se a Flavia Pennetta verrà voglia di rientrare nel Tour, nel vedere le colleghe passare attraverso la maternità e tornare competitive nel giro di poco tempo. L'ultima mamma vincente è Vika Azarenka, a segno all'esordio sull'erba di Maiorca (per giunta dopo aver annullato tre match-point alla giapponese Ozaki) dopo un anno senza incontri ufficiali. Leo, il figlio nato lo scorso dicembre, ha ormai sei mesi e così Vika ha deciso che era tempo di riprovare, per capire se ci sono chance di una nuova scalata a quel numero 1 che già le è appartenuto. “Devo ritrovare le giuste sensazioni – ha detto la bielorussa – ma sono sulla buona strada. Durante il match ci sono ancora troppi alti e bassi, ma dopo tredici mesi di stop è piuttosto normale. Vedrò di lavorare di più”.

Intanto c'è Serena Williams, altra campionessa in dolce attesa, che sui social posta video dei suoi allenamenti con un pancione ormai in bella evidenza. Allenamenti blandi, come ovvio che sia, ma che allo stesso tempo sono un segnale forte di come la vera leader del tennis femminile non pensi affatto a un futuro lontano dal Tour. Come in passato non ci avevano pensato Kim Clijsters e ancor prima Evonne Goolagong. Kim, nel 2009 a New York, vinse il titolo degli Us Open e andò a ritirare il premio insieme alla figlia Jada Ellie; l'australiana invece vinse in Australia nel 1977 a soli sette mesi dal parto. Dunque sarà pur vero che i progressi nella preparazione fisica, nel recupero e nella gestione complessiva delle atlete hanno aiutato le mamme di oggi a tornare rapidamente competitive, ma è altrettanto vero che le campionesse con figli al seguito erano già presenti una quarantina d'anni fa. Come a dire che in fondo è la motivazione che fa la differenza.

Uscendo dal mondo del tennis, l'Italia ha tanti esempi di mamme vincenti. Una su tutte, Josefa Idem, la canoista plurimedagliata a Mondiali e Olimpiadi, che rappresenta un esempio straordinario per tutte le sportive che non vogliono privarsi della bellezza e dell'emozione di una maternità. A 40 anni, e 15 mesi dopo il parto del secondo figlio, Josefa vinse l'argento ad Atene nel 2004, in quella che era la sesta partecipazione ai Giochi per una donna entrata nella leggenda. A proposito di leggende olimpiche, non si può non parlare di Valentina Vezzali, la campionessa di scherma che ha un record di sei medaglie d'oro nel fioretto. Pietro, il suo primogenito, venne al mondo nel giugno del 2005, e quattro mesi dopo a Lipsia Valentina avrebbe vinto il suo quarto Campionato del Mondo individuale.

Tornando al tennis, e in particolare alla Azarenka, il momento del circuito femminile è tale che un riavvicinamento piuttosto rapido al vertice da parte della bielorussa non è affatto da scartare. Si parlava di motivazioni, e quelle certamente non le mancano. Così come non le manca il talento. Nel bel mezzo di un periodo senza regine, dove ogni Slam si presenta alla portata di una trentina di giocatrici (il Roland Garros della Ostapenko è un esempio lampante), Vika ha tutto da guadagnare e poco o nulla da perdere. Perché comunque vada, da qui in avanti, andrà in campo con una spinta in più: quella forza interiore che solo una mamma può conoscere e che può trascinare oltre ogni ostacolo. Nel tennis come nella vita.