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Thiem – Zverev, il duello del futuro

Pubblicato il 20 maggio 2017

Chi è il più forte dei due? Chi, tra Dominic Thiem e Alexander 'Sascha' Zverev, può essere il primo a mettere la propria firma su un grande torneo? Roma, tra i tanti temi proposti dall'edizione 2017, aggiunge anche questo: il tema del cambio generazionale, che dopo questa settimana appare un po' meno lontano. Non una sorpresa assoluta, considerato il valore dei personaggi in questione, ma una mezza sorpresa sì, soprattutto per quanto riguarda Thiem e la sua vittoria su Rafa Nadal.

Il 23enne austriaco contro lo spagnolo ci aveva già vinto, lo scorso anno a Buenos Aires. Ma era un Rafa sottotono, e soprattutto il torneo non era paragonabile a un Masters 1000 come quello del Foro Italico. Poi, per il resto, ci aveva perso nelle ultime tre occasioni: due quest'anno, a Barcellona (dove non c'era stata partita) e a Madrid in finale, dove le distanze si erano terribilmente avvicinate. Roma ha visto il sorpasso, con tanto di benedizione di Nadal, il quale in conferenza stampa non ha fatto altro che sottolineare i meriti del rivale.

 

Meriti tecnici, con quel rovescio a una mano che incanta il pubblico, ma pure mentali. Perché l'erede di Muster ha qualità eccezionali sotto il profilo della tenuta psicologica in battaglia. Non a caso, non soffre per nulla il carisma di uno come Rafa, che molte volte sulla terra vince ancora prima di mettere piede in campo. Con Thiem no, è diverso. Perché il ragazzotto che è già numero 7 al mondo, di paura o timori reverenziali non ne vuol sentir parlare. Un po' come Alexander Zverev, del resto. Il NextGen tedesco che è emerso dalla parte lasciata sguarnita da uno spento Murray, e che ogni settimana fa un passo verso quei top 10 che sembrano ormai chiaramente alla sua portata fin da questa stagione. Rispetto a Thiem, Sascha ha quasi 4 anni di vantaggio, ed essendo già numero 17 del ranking va considerato quanto meno alla pari, come potenzialità, rispetto all'austriaco. Ma in realtà c'è chi è pronto a scommettere che la vera stella sarà lui, con quei fondamentali che spaccano la palla e con un atteggiamento sempre propositivo, anche quando le cose non vanno proprio per il verso giusto.

 

Un possibile (probabile?) duello del futuro, quello tra Thiem e Zverev, che potrebbe divertire il pubblico e proporre incontri altamente spettacolari, considerate le caratteristiche tecniche dei due. Uno, Dominic, che punta sulla solidità ma senza lasciare da parte una buona dose di aggressività; l'altro, Alexander, che attacca su ogni palla che non arrivi negli ultimi 20 centimetri di campo. Non saranno diversi come Agassi e Sampras, e nemmeno come Nadal e Federer, ma un confronto di stili c'è eccome. E tanto basta per solleticare la fantasia degli appassionati, soprattutto se la sfida si trasferirà ai piani altissimi della classifica o nelle finali degli eventi che contano. I precedenti sono già cinque, con una sola vittoria di Zverev a fronte delle quattro ottenute dall'avversario. Ma in tutti i casi c'è stata battaglia, e si è sempre andati a finire al terzo set, al quarto nell'unica sfida Slam, al Roland Garros 2016. In tutto ciò, viene spontanea qualche domanda. Gli esteti, gli amanti del bel gioco, si metteranno dalla parte del rovescio di Thiem o delle fucilate di Zverev? I giovanissimi, da chi saranno più coinvolti? E voi, in questo duello, da che parte state?

 

Photo Credits: Getty Images