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Nole e Rafa, la storia infinita

Pubblicato il 13 maggio 2017

Nadal e Djokovic dalla stessa parte, per una semifinale che ricalcherebbe quella di Madrid. In alto, Murray, Raonic, Wawrinka e Cilic: ossia, nessuna certezza. Il tabellone maschile degli Internazionali BNL d'Italia, edizione 2017, ruota attorno ai mille dubbi legati al rendimento dei migliori in questa stagione con più bassi che alti. Parliamo, in particolare, dei primi due del seeding, Andy (campione in carica) e Nole, premiata ditta dei delusi da un'annata costellata di sorprese negative. Tutto il contrario di Rafa, che a Roma si presenta col piglio del padrone della terra, status che ci riporta indietro di qualche anno, a una stagione che credevamo passata.

Le insidie ci sono, pure per il maiorchino, e si chiamano Thiem, Cuevas, Pouille. Ma le condizioni di gioco nella Capitale sono tali da esaltare il tennis del nove volte vincitore di Parigi. Che a Roma, vale la pena ricordarlo, cerca il titolo numero otto, per aggiornare un primato che già gli appartiene. Le insidie per Nole invece sono ben di più, e provengono soprattutto da lui stesso. Dovrà dissipare, il serbo, tutti i dubbi legati a una situazione personale, più che tecnica, in perenne fibrillazione. Situazione che si è trascinata pure sulla sua panchina, con il benservito dato al team intero e un nuovo coach già individuato ma non ancora ufficializzato. Sul suo percorso romano, verso la possibile semi con Rafa, ecco Kyrgios (o Bautista Agut), Del Potro (o Dimitrov), Ferrer e Nishikori, a patto che il giapponese si riprenda dopo lo stop di Madrid. Come a dire, non proprio una passeggiata di salute.

Nella parte superiore, invece, meno concorrenza, almeno apparentemente, ma persino più incertezza. Perché scommettere su Murray pare un azzardo, ma del resto è pure difficile trovare avversari così solidi sul mattone tritato: Berdych? Raonic? Cilic? Forse Goffin? Nessuno convince del tutto, così occhio ad Alexander Zverev, che Murray potrebbe già incontrarlo negli ottavi. E che ha tutte le carte in regola per fare male al britannico. Agli italiani, già orfani di Paolo Lorenzi, non è andata troppo bene: l'unico che pare avere delle chance di andare avanti è Fabio Fognini, che trova subito il nostro NextGen Matteo Berrettini e poi proprio un Murray non fuori portata. Tutto in salita il tabellone degli altri. Da Napolitano (contro Toricki) a Seppi e Mager, che esordiranno con un qualificato, ma che poi avrebbero in 'regalo' Nadal e Djokovic. Poteva andare meglio.

Tra le donne, in un torneo già dominato mediaticamente dalla rientrante Maria Sharapova, a tenere banco sarà l'equilibrio. Perché tra Kerber, Pliskova, Muguruza, Cibulkova e le altre, non ce n'è una che possa dirsi al riparo da sorprese, fin dai primi turni. Halep, Kuznetsova e Williams (Venus) sembrano una spanna sopra le altre, ma azzardare un pronostico è impresa da veggenti. Le italiane sono solo tre, Errani (contro Cornet), Vinci (contro Makarova) e la debuttante Deborah Chiesa, uscita dal labirinto delle pre-qualificazioni e attesa dalla Tsurenko. Il quarto più interessante? Senza dubbio il primo, con Kerber, Sharapova, Lucic Baroni, Halep, ma pure quella Siegemund che ha appena vinto a Stoccarda, e ancora Pavlyuchenkova, Stosur e l'emergente Sevastova.