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MONTE-CARLO, QUESTION TIME

Pubblicato il 13 aprile 2017

Monte-Carlo è il tennis elegante di Nicola Pietrangeli, vincitore per tre volte, due nell'Era Open. Monte-Carlo è l'ottovolante di Rafa Nadal, chiamato a difendere il titolo su quel campo che, prima di altri, lo ha consacrato campione assoluto. Monte-Carlo è l'inizio vero di una stagione sulla terra battuta capace, nonostante le sirene del tennis moderno vadano da tutt'altra parte, di restare uno dei momenti più affascinanti del Tour. Tra la primavera che esplode e le curiosità sull'avvicinamento a Roma e, soprattutto, a Parigi. Monte-Carlo alle porte ci ricorda che il tennis – anche quello dei pro – è fatto di qualcosa che va oltre il talento. Sui campi più lenti tra quelli rimasti nei grandi eventi sul rosso, c'è bisogno di una condizione fisica perfetta, difficile da trovare in avvio di un percorso per molti tortuoso, come quello europeo che porta verso il Roland Garros. Ecco perché qui c'è spazio soltanto per chi lotta dall'inizio alla fine, come quel Nadal che ha monopolizzato il Country Club per un decennio, interrotto solo da Djokovic e Wawrinka.

Orfani di Federer, che peraltro nel Principato non ha mai vinto (tre finali perse con Rafa, una con Wawrinka), gli appassionati avranno comunque di che osservare questo Masters 1000 un po' italiano con gli occhi di chi vuole capirci qualcosa sull'argomento che più di altri terrà banco da adesso in poi: chi è il vero leader del circuito? Facile rispondere Roger, considerato l'avvio di stagione, ma la decisione di saltare tutta la fase di avvicinamento al secondo Slam mette il campione di Basilea un gradino sotto a coloro che il vertice – numeri alla mano – lo rincorrono tutto l'anno. Partendo dal numero 1, c'è subito un dubbio, perché Andy Murray non è affatto certo di esserci, e comunque di essere al cento per cento, condizione necessaria per lottare per il titolo. “Se continuo a fare progressi come sto facendo, spero di poter essere in campo – ha detto dopo l'esibizione con Federer – altrimenti rientrerò la settimana successiva”. Parole di moderato ottimismo, ma non proprio quello che ci vuole per aizzare la folla in vista dei duelli più hot.

Poi c'è Novak Djokovic, che ultimamente viene bacchettato con una certa regolarità sul campo e fuori. Lui non ha espresso dubbi circa la partecipazione, ma i dubbi li hanno i suoi tifosi, considerati i risultati modesti (per uno come lui) degli ultimi mesi. Difficile pensare che possa tornare subito competitivo come ai tempi migliori, al termine di un periodo così complesso come quello che ha vissuto. Ma prima o poi Nole tornerà, e l'aria della Costa Azzurra potrebbe fargli bene. Così eccoci a Rafa, il vero grande favorito, per l'ennesima volta. Quello che nonostante le incertezze, nonostante un tennis a corrente alternata, alla fine si trova sempre lì quando c'è un'occasione da sfruttare. Un po' come quegli attaccanti da area di rigore che sanno come buttarla dentro in mischia. Rafa c'è e a Monte-Carlo gioca un po' come nel giardino di casa, dunque metterlo in un angolo non sarà una banalità. Tanto più che tra gli avversari non ci saranno nemmeno il finalista del 2016 Gael Monfils e il più attrezzato della nuova generazione, Nick Kyrgios.

Il torneo del Principato, unico '1000' non obbligatorio, è la prima tappa del percorso che comprende pure Roma, Madrid e Parigi, in uno Slam rosso che potrebbe mettere in discussione i primi quattro mesi dell'anno. Tolto Federer, nessuno fin qui ha brillato, e allora la terra battuta edizione 2017 è chiamata a dirci se la stagione che abbiamo davanti sarà – come accaduto negli ultimi dieci anni – una vicenda per pochi, oppure se la battaglia per i titoli che contano potrà allargarsi a un numero più ampio di giocatori. Magari a quel gruppetto dei 'NextGen' che scalpita per trovare un suo spazio. Certo, per loro, proprio il rosso è una sorta di test di maturità: laddove sul rapido le lacune tecniche e mentali si possono in qualche modo nascondere con una buona dose di esuberanza e coraggio, sul mattone tritato c'è poco da mascherare. Qui viene a galla ogni dettaglio, positivo e negativo. Qui, dunque, si impara a diventare campioni.