blog
home / BLOG / UN AUSTRALIAN OPEN MAI COSÌ RICCO

UN AUSTRALIAN OPEN MAI COSÌ RICCO

Pubblicato il 10 gennaio 2017

Non sarà lo Slam più affascinante, perché la tradizione sta dalle parti di Londra e Parigi, ma ormai da tempo non è più nemmeno quello che i giocatori disertavano in massa. L'Australian Open che comincia questa settimana con le qualificazioni è – anzi – il Major più amato dai professionisti di ogni latitudine, perché è quello capace di coccolarli più di ogni altro, quello capace di metterli nelle condizioni migliori per esibirsi. Sì perché ormai nemmeno il caldo torrido dell'estate di Melbourne fa più così paura, considerati i tre (!) campi con tetto retrattile, utile per la pioggia certo, ma da queste parti ancor più utile per evitare colpi di calore. Come spesso, in passato, è capitato di vedere. L'Aussie Open coccola i tennisti ma pure gli spettatori, che non a caso crescono ogni anno, battendo record su record: a Melbourne Park, dodici mesi fa, sono arrivate oltre 720 mila persone, più di ogni altro Slam. Mentre il 2017 parte con una sorpresa copiata dal basket, quella dei posti a bordo campo, previsti nella Rod Laver Arena a soli 7 metri di distanza dalla linea del corridoio e destinati a chi ha un portafogli piuttosto generoso: serviranno dai 2.500 ai 25 mila dollari per accedervi. Roba per pochi, insomma: non a caso, saranno soltanto sedici. Un esperimento che avvicinerà il tennis ad altri sport in cui l'esperienza dello spettatore somiglia sempre di più a un evento interattivo, dove non solo i campioni si possono vedere dalla tribuna ma si possono pure incontrare – con un po' di fortuna o con molto denaro – all'interno degli spogliatoi.

L'Australian Open 2017, che vedrà il main draw compilato nel weekend, comincia dunque ribadendo il ruolo che si è costruito nel corso dell'ultimo decennio: quello di un appuntamento all'avanguardia, imperdibile per ogni professionista che abbia ambizioni. Non a caso, il cut off (il taglio che delimita le presenze) è sempre piuttosto basso e anche stavolta non ci sono eccezioni. Perché rispetto al passato l'Australia si è 'avvicinata', diventando più accessibile economicamente. E perché non si può pensare di mancare un evento che regala agli sconfitti al primo turno un premio di 50 mila dollari. Soprattutto, questa edizione del torneo rappresenta il ritorno dei Fab Four al gran completo, dopo che le altre tre tappe degli Slam 2016 avevano sempre visto almeno un forfait dei più attesi. Stavolta no, stavolta ci saranno tutti: Andy Murray, Novak Djokovic, Roger Federer e Rafael Nadal. Con il serissimo rischio di trovarsi grandi sfide ben prima delle semifinali, magari persino negli ottavi. Unica eccezione a un parterre praticamente perfetto, l'assenza di Juan Martin Del Potro, acciaccato dopo la Davis. In virtù di tutti questi motivi, l'appuntamento 'Downunder' diventa imperdibile per chiunque. Anche per chi – come gli europei – abita dall'altra parte del mondo e deve farsi levatacce infinite per poter assistere allo spettacolo.