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MILANO 2017: RITORNO AL FUTURO

Pubblicato il 10 ottobre 2016

Dopo Roma, Milano. Dopo più di un decennio di attesa, nello Stivale andrà in scena un secondo torneo del calendario Atp, da affiancare agli Internazionali BNL d'Italia. La conferma è recente, per un evento che dal 2017 arriverà a dare una scossa di novità all'ambiente troppo spesso ingessato del tennis mondiale. Nel mese di novembre, in Lombardia, si giocherà un Masters tra i migliori otto giovani del circuito, gli Under 21 che in quel momento avranno la classifica più alta. Con una formula che andrà a ricalcare quella delle Atp Finals londinesi: due gironi da quattro, un poker promosso alle semifinali. Un appuntamento fortemente voluto dai vertici dell'associazione che promuove il Tour dei pro, e che ha trovato in Italia la sua collocazione ideale, malgrado le altre città in lizza fossero tutte di grande prestigio e tradizione: Miami, Los Angeles, Cape Town.

Che questa idea sia decollata proprio in questo periodo, evidentemente, non è un caso. Non è passato inosservato che i primi otto del ranking attuale abbiano un'età media di 29 anni e spiccioli, con Dominic Thiem che rappresenta l'unica vera ventata di novità. In un tennis che sposta in avanti l'asticella, quando si parla di tempi di maturazione, è ormai chiaro che le competizioni juniores non bastano più. Perché dall'uscita dal mondo Under 18 all'entrata in quello dei professionisti a pieno titolo, può passare talmente tanta acqua sotto i ponti che qualcuno, inevitabilmente, finisce per essere trascinato via. Ma se tra i 18 e i 21 si comincia a mettere qualche obiettivo più allettante, forse, il trauma del passaggio può diventare meno forte, meno decisivo.

In questa direzione si propone di andare questo Masters dei giovani, che vivrà non soltanto nei cinque giorni del torneo vero e proprio, ma pure durante l'anno con la 'race' affiancata a quella dei top players per le Atp Finals di Londra. Al momento, in lizza ci sarebbero personaggi come Alexander Zverev, Borna Coric, Karen Khachanov, Taylor Fritz. Tutta gente che milita stabilmente nei primi 100 del ranking e che in più di un'occasione si è permessa il lusso di mettere sotto i primi della classe. Pensiamo ad Alexander Zverev, per esempio, che si trova al numero 21 e fra dodici mesi potrebbe pure ambire all'altro Masters, quello londinese. In fondo il talento lo ha già mostrato e la continuità sta arrivando, dunque l'ipotesi non è così lontana dalla realtà.

L'ultimo torneo Atp a Milano si giocò nel 2005 al Palalido (possibile sede anche del Masters Under 21), quando vinse lo svedese Robin Soderling. Mentre in precedenza Roger Federer ci aveva messo la sua firma nel 2001, cedendo la finale dell'anno successivo contro Davide Sanguinetti. Ma adesso, per questo nuovo evento, come stanno messi gli azzurri? Non benissimo, se guardiamo al ranking, perché nessuno sarebbe vicino alla qualificazione. Gianluigi Quinzi (335) è il più accreditato per una rincorsa che appare comunque complicata, mentre più indietro ci sono Andrea Pellegrino (461) e Francisco Bahamonde (496). Ma a venire in aiuto degli italiani potrebbe esserci una wild card, assegnata attraverso una prova di pre-qualificazione sulla falsariga di quella di Roma. Intanto, accontentiamoci del ritorno di Milano. Chissà che anche questo non rappresenti uno stimolo per la crescita delle promesse di casa nostra.