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DE NUEVO TU

Pubblicato il 22 settembre 2016

Per la quarta volta nella storia, ma per la terza nel giro di quattro anni, l'Italia troverà l'Argentina sul suo percorso in Coppa Davis. Accadrà nel primo turno della prossima edizione, quella del 2017, sorteggiata a Londra nella sede di BNP Paribas. Poteva andare meglio dunque, al team azzurro, che dovrà volare in Sudamerica sperando di ripetere lo sgambetto che consentì a Fognini e compagni di trionfare nel 2014, sempre all'esordio in tabellone. Affronteremo (dal 3 al 5 febbraio) una corazzata, forse addirittura la squadra campione uscente, visto che l'Albiceleste sarà impegnata a fine novembre nella finale contro la Croazia. E paradossalmente proprio dall'ultimo atto di quest'anno potrebbe passare buona parte delle speranze italiane di avanzare nel futuro main draw.

Sì, perché è difficile pensare che poche settimane dopo aver alzato quell'Insalatiera inseguita e sognata così a lungo, Del Potro e compagni si ritrovino per giocare nuovamente con la formazione al completo. Se invece i sudamericani dovessero cedere alla Croazia, ecco che il 2017 diventerebbe una nuova occasione per dare l'assalto a un trofeo particolarmente sentito da quelle parti. Pur essendo un team complessivamente solido, l'Argentina ha ritrovato quest'anno la stella di Juan Martin Del Potro, capace di battere Djokovic, Murray, Nadal, di vincere una medaglia olimpica e di arrivare tra i primi otto agli Us Open, per poi trascinare i compagni alla vittoria contro gli inglesi in Davis. Una stagione d'oro per Palito, che potrebbe chiudere in bellezza battendo pure la Croazia e magari concentrarsi nel 2017 sui tornei individuali.

Così probabilmente sperano gli azzurri, da Fognini e Seppi a capitan Barazzutti. Anche se poi, quest'anno a Pesaro, la Torre di Tandil si è portata a casa soltanto il punto del doppio, lasciando a Federico Delbonis il compito di chiudere la contesa, non senza rimpianti per il team ospitante, considerato che la semifinale era decisamente alla portata. E pure a Glasgow contro la Gran Bretagna di Murray, due dei tre punti li hanno incamerati Guido Pella e Leonardo Mayer. Insomma l'Argentina fa paura e basta, e solo un po' di sano appagamento dei nostri rivali potrebbe darci una mano ad abbassare l'asticella, a rendere accessibile una sfida francamente molto complicata.

Per il resto, il tabellone propone solamente tre incontri nella Vecchia Europa, tra cui un interessante Croazia-Spagna, per il quale vale un po' lo stesso discorso fatto per Argentina-Italia: la forza d'urto di Cilic e compagni potrebbe cambiare a seconda dell'esito della finale di quest'anno. Serbia-Russia e Germania-Belgio completano il quadro delle sfide europee, poi dobbiamo andare oltreoceano per trovare Stati Uniti-Svizzera e Canada-Gran Bretagna; dobbiamo spostarci a Est per Giappone-Francia, mentre a chiudere la griglia c'è Australia-Repubblica Ceca. Tutto questo nel momento in cui la Davis, per bocca dell'Itf, prova a cambiare pelle. Si prospetta una final four in sede unica, si prospettano partite al meglio dei tre set e non più dei cinque. Ci saranno cambiamenti, di sicuro, anche se non da subito. Bisognerà capire se la direzione è quella giusta.