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IL SOGNO CONTINUA

Pubblicato il 18 settembre 2016

Ecco la finale che non ti aspetti. Con modalità ancora meno attese. Se una vittoria dell'Argentina sulla Gran Bretagna era possibile alla vigilia, si pensava sarebbe stato determinante il contributo di Juan Martin Del Potro per almeno due dei tre punti necessari. Invece, è stato Leonardo Mayer a salvare l'Albiceleste da una sconfitta che, partendo dal 2-0 del venerdì, sarebbe stata considerata come una sorta di suicidio. Sì, perché in pochi hanno capito la scelta di utilizzare 'Palito' pure in doppio (perso) dopo le cinque ore della sfida con Murray (vinta), con l'ex trionfatore degli Us Open costretto a dare forfait per l'ultimo singolare, quello decisivo appunto. Si pensava che Daniel Evans, capace di arrivare al matchpoint contro Stan Wawrinka a New York, potesse rivelarsi l'inatteso eroe del weekend per il pubblico di Glasgow, invece il britannico è caduto di nuovo nelle sue paure. Come quando, era il 2010, perse dal lituano Grigelis al quinto set del quinto incontro condannando il suo team ad un'umiliante retrocessione in terza serie.

Leo Mayer ha dunque consegnato all'Argentina un passaggio alla finale che potrebbe essere l'anticamera del primo successo in Davis dei sudamericani, fermati sul più bello in quattro precedenti occasioni. Non sarà facile, però, cercare di portare a casa l'Insalatiera, perché Del Potro e compagni saranno ospiti della Croazia, su un campo presumibilmente molto veloce per esaltare le caratteristiche di Marin Cilic. Sarà proprio tra Cilic e Del Potro, la vera sfida dell'ultimo atto della Davis 2016: entrambi classe 1988 (nati a 5 giorni di distanza), hanno avuto una carriera altalenante e tribolata per vicende decisamente diverse. In comune hanno l'altezza, un gioco aggressivo e la vittoria agli Us Open come momento da ricordare. Insieme a loro, certo, ci saranno compagni all'altezza, non dei comprimari. Ma passerà probabilmente dal rendimento dei due big il destino del confronto di fine novembre.

A piangere, in queste semifinali, accanto alla Gran Bretagna c'è pure la Francia, travolta da una Croazia più compatta e più decisa, che ha vinto in maniera netta, al di là del vantaggio offerto dal fattore campo. In particolare, nell'ultima giornata, Marin Cilic ha travolto Richard Gasquet, mentre Noah non risparmiava critiche a Gael Monfils, il cui infortunio non è stato ancora del tutto chiarito. Se ci aggiungiamo il caso Paire, scoppiato alle Olimpiadi, e altre situazioni non idilliache con alcuni giocatori, i galletti non possono dire di avere un gruppo troppo compatto. Sarà che sono in troppi a volersi contendere il ruolo di primadonna, mentre laddove c'è un leader riconosciuto, il contorno adeguato si crea quasi in maniera naturale.