blog
home / BLOG / NOLE SÌ, RAFA NO

NOLE SÌ, RAFA NO

Pubblicato il 5 settembre 2016

Finalmente abbiamo visto Novak Djokovic in campo agli Us Open per una partita intera, fatto che non accadeva da una settimana, ossia dal primo turno vinto in quattro set – con qualche incertezza – di fronte al polacco Jerzy Janowicz. L'augurio di ritrovare il numero 1 del mondo a pieno regime non era condiviso, probabilmente, da Kyle Edmund, il suo avversario negli ottavi di finale. Il quale era sì in crescita, come dimostrato dal match vinto in maniera convincente contro John Isner al turno precedente, ma non ancora così attrezzato da poter far fronte al miglior Nole. Il serbo, in un solo incontro, ha spazzato via i dubbi che si aggiravano attorno a lui da qualche giorno. Del tipo: 'la sua piccola crisi famigliare avrà davvero influito sulla sua serenità?'. E ancora: 'quei due turni passati quasi senza giocare potranno averlo messo fuori palla?'. Ebbene, nulla di tutto ciò. Se c'è stata, questa fantomatica crisi con la moglie sembra ormai superata, mentre il fatto di aver riposato evitando match duri nel secondo e terzo turno gli ha decisamente giovato. Così ha detto il campo, almeno, così ha detto il comodissimo 6-2 6-1 6-4 con cui ha spazzato via un giocatore che rappresenta il futuro del tennis britannico dopo Andy Murray. Edmund resta comunque autore di un ottimo torneo, il migliore Slam della sua giovane carriera, ma stavolta la distanza con il vertice è sembrata ancora piuttosto ampia, i passi da fare per arrivarci ancora lunghi e per nulla banali.

L'altra stella della serata newyorchese, Rafa Nadal, ha brillato decisamente meno. Contro Lucas Pouille, talento di Francia finora frenato da troppi alti e bassi, il maiorchino ha fatto un passo indietro rispetto alle ultime uscite. La condizione fisica c'è, la determinazione pure. Quello che manca è il tennis dei giorni migliori. Perché il miglior Rafa – pur di fronte a un rivale in giornata di grazia – difficilmente avrebbe concesso il set d'apertura per 6-1. Perché il miglior Rafa, una volta recuperati tre mactch-point consecutivi nel tie-break del quinto (da 3-6 a 6-6), non avrebbe sbagliato un diritto a metà campo decisamente comodo per uno come lui. Un punto dopo, il colpo vincente del transalpino ha messo fine all'incontro e ai sogni di Nadal, promuovendo il terzo francese nella parte alta del draw insieme a Djokovic. Oltre a Pouille, ci sono Gael Monfils (ora sarà derby tra i due) e Jo-Wilfried Tsonga, che dopo aver regolato Jack Sock tenterà l'assalto impossibile al numero 1. Nole e Rafa sono due mondi diversi, almeno adesso. Quei diecimila punti di distanza in classifica del resto non sono lì per caso. La verità è che in questo momento c'è solo un giocatore, Andy Murray, che pare in grado di spaventare il serbo. In attesa che Nadal riparta come sa fare, o che Federer – chissà – torni nel 2017 ancora competitivo.