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ORO COLATO

Pubblicato il 10 agosto 2016

Svitolina, Puig, Siegemund, poi il fattore K: Kvitova, Keys, Kasatkina, Konta e Kerber. Sono le otto giocatrici che si contenderanno l'oro olimpico a Rio, e fatta eccezione per una numero 2 che non può ancora essere considerata una stella (Kerber) e una ex numero 2 ora un po' in affanno (Kvitova), non sembra proprio di trovarsi di fronte alle fasi decisive di un evento di questa portata. A dare più di un brutto colpo al tabellone femminile è stata l'ultima giornata, e in particolare la nottata italiana, dove sono finite al tappeto Serena Williams (6-4 6-3 dalla Svitolina), Garbine Muguruza (doppio 6-1 dalla Puig) e una ex stella come Svetlana Kuznetsova. Oltre a Sara Errani, che in questa griglia dei quarti non solo ci sarebbe stata benissimo, ma avrebbe pure avuto delle chance di andare a medaglia, se non si fosse fatta irretire dal tennis pulito e geometrico di Daria Kasatkina, 19enne in crescita e mina vagante del torneo.

 

È il primo vero rimpianto per l'Italia, cui subito ne ha fatto seguito un altro, nel doppio maschile. Fabio Fognini e Andreas Seppi non erano la nostra coppia migliore, non quella più collaudata. Ma erano l'unica possibile dopo lo stop per infortunio del compagno abituale di Fognini, Simone Bolelli. Eppure, senza strafare, Fabio e Andreas avevano vinto due match affatto scontati, e contro Nestor e Pospisil non erano chiusi dal pronostico. In teoria. Perché poi la pratica ha detto altro: ha detto che il vecchietto Nestor (44 anni a settembre) e l'altalenante Pospisil hanno avuto più energie da spendere della coppia azzurra, provata dai rispettivi singolari disputati qualche ora prima. Non sono mai stati in partita, i nostri, e da questo arriva il rammarico. Perché in condizioni normali, magari con un calendario spalmato su più giorni, l'incontro ci sarebbe stato eccome.

 

Due singolari, quelli di Seppi e Fognini, di segno opposto. Con l'altoatesino fermato (senza troppe chance) da un Nadal parso in condizioni decisamente migliori rispetto alle attese della vigilia. E il ligure a segno dopo una partita divertente e dopo aver annullato due match-point a uno dei pochi avversari che possono stargli davanti quanto a imprevedibilità, il francese Paire. Un esempio? Il buon Benoit non deve essere stato proprio entusiasta di metter piede sul suolo brasiliano, tanto che la FFT, la Federazione francese, lo ha invitato a fare i bagagli escludendolo dalla propria selezione ai Giochi 'per comportamento oltraggioso'. Per Fognini c'è ora Andy Murray, in un ottavo di finale che sarà il punto di svolta della trasferta olimpica dell'azzurro: i precedenti sono 2-2 e non è un mistero che il britannico soffra il tennis umorale dell'italiano. Chissà.

 

Se Fognini è un grosso punto di domanda, stanno tornando a essere una certezza le 'Cichis', Sara Errani e Roberta Vinci. Le quali, una volta fuori dal singolare, ora hanno soltanto il doppio sul quale concentrarsi, per arrivare a una medaglia ampiamente alla loro portata. Sì perché dopo l'uscita delle Williams, e dopo che le nostre hanno mostrato i denti (6-2 6-3 alla coppia cinese Xu/Zheng al secondo turno), c'è davvero di che sperare. Nei quarti Strycova e Safarova sono rivali abbordabili, per arrivare in zona medaglia e giocarsi l'ingresso in finale con Vesnina/Makarova o Muguruza/Suarez Navarro. C'era di peggio, in fondo. Come c'era di peggio per la coppia del misto, Fognini/Vinci, attesa dal duo francese Mladenovic/Herbert. Sulla carta testa di serie numero 2, sul campo meno temibile di altre formazioni. Che nel medagliere azzurro, già piuttosto ricco, ci sia posto pure per il tennis?