blog
home / BLOG / FAB FOUR, INSIDIA WAWRINKA

FAB FOUR, INSIDIA WAWRINKA

Pubblicato il 2 giugno 2016

Era arrivato al Roland Garros in punta di piedi, come forse mai nessun detentore del titolo in precedenza. A luci spente, quasi non considerato nel drappello dei potenziali vincitori. Adesso, alla vigilia della semifinale con Andy Murray, Stan Wawrinka si è ripreso quantomeno il ruolo di guastafeste che gli spettava sulla terra parigina. Lo ha fatto attraverso un percorso tortuoso, in progressione come spesso capita ai campioni negli Slam. Da un primo turno con brivido – sotto due set a uno contro il ceco Rosol – a un quarto di finale dominato di fronte allo spagnolo Albert Ramos, che pure sulla terra è osso duro e non aveva davvero nulla da perdere.

 

In fondo non ha fatto altro che rispettare i pronostici, Stan, aiutato pure da un tabellone decisamente benevolo. Ma proprio il sorteggio fortunato gli ha permesso ciò che in altre situazioni sarebbe risultato impossibile: trovare la condizione durante il percorso. Un altro tassello nella costruzione della semifinale è stato il fattore meteo: più i campi diventano pesanti e umidi, più Wawrinka può far valere le sue qualità. Perché guadagna tempo per preparare i suoi colpi da fondo, perché può liberare quel magico rovescio in tutta la sua eleganza e con una pesantezza che pochi possono reggere. Perché gli angoli che sa disegnare, come sa bene chi lo ha affrontato sul Centrale di Parigi, sono ancora più pericolosi.

 

Adesso è Murray a doversi preoccupare. Murray che al contrario dello svizzero avrebbe preferito un terreno di gioco più rapido, per appoggiarsi e fare male d'incontro. A segnalare un pericolo reale, oltre a tutto questo, ci sono pure i precedenti: lo scozzese è ancora avanti per 8 a 7, ma nelle ultime tre occasioni è stato l'elvetico a imporsi, per giunta senza cedere un set. Dalla parte di Andy c'è sicuramente la condizione, mai così buona se si parla di terra battuta: semi a Monte-Carlo, finale a Madrid, vittoria a Roma. Prima di arrivare a Parigi e rischiare molto in avvio contro Stepanek e Bourgue, trovando poi in seguito un rendimento decisamente più consono al suo valore. Se basterà per battere Wawrinka sarà il campo a dirlo.

 

In questa partita, c'è pure un'altra sfida nascosta pronta a deflagrare in caso di successo dell'elvetico. Perché si è sempre parlato di Fab Four, in questi anni, includendo Murray subito dietro al terzetto delle meraviglie: Federer-Nadal-Djokovic (in ordine di Slam e popolarità). Ma chi lo spiega, ai tifosi dello scozzese, che in fondo lui e Wawrinka hanno vinto due Major a testa? In caso di bis al Roland Garros, Stan potrebbe dunque mettere la freccia, ribadendo quel che il ranking già sottolinea da tempo, ossia che nei primi quattro del ranking lui è presenza più o meno fissa da tre anni a questa parte, da quando vinse l'Australian Open. Non sarà così continuo, non arriverà sempre in fondo. Ma poi negli albi d'oro, nella memoria, restano soprattutto i vincitori.