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CHI DOPO SERENA?

Pubblicato il 17 maggio 2016

Roma ha confermato quanto era già chiaro da qualche mese. Il tennis femminile, oltre Serena Williams, ha un disperato bisogno di protagoniste. Perché l'americana non è eterna, va per i 35 anni e ha già mostrato segnali che se da una parte possono incoraggiare le rivali (sconfitte con Kerber, Azarenka e Kuznetsova in avvio di 2016), dall'altra lanciano un allarme rosso per la Wta, l'associazione che gestisce il circuito in rosa e che per continuare a rendere appetibile il suo prodotto ha bisogno di personaggi interessanti per il grande pubblico.

 

Uno di questi personaggi, Maria Sharapova, ha provveduto ad autoeliminarsi con la vicenda meldonium, che non ha ancora avuto una conclusione ma che ha tolto la russa dal circuito a tempo indeterminato. Così, dietro Serena, resta poco. In ordine di classifica, una Radwanska che va a corrente alternata, una Kerber che in Australia ha trovato il torneo della vita, una Muguruza forse ancora troppo acerba. E, al numero 5, quella che potrebbe rivelarsi la futura numero 1, già in vetta quattro anni fa: Vika Azarenka. Che il tennis per fare spettacolo ce l'ha, e ha pure un caratterino mica male, ma finora ha faticato a costruirsi il suo personaggio, troppo oscurata dalle altre valchirie e troppo discontinua per riuscire a entrare nel cuore della gente.

 

Dopo Vinci e Halep, invece, ecco al numero 8 del ranking la vera rivelazione degli ultimi anni. Si chiama Belinda Bencic, è svizzera, ed è nata nel 1997, precisamente il 10 marzo. Gli italiani la conoscono bene sin dalla sua vittoria al Trofeo Bonfiglio, edizione 2013. Sono passati soltanto tre anni ma sembra una vita fa, considerati i progressi di una ragazza che ha le qualità della predestinata, dal fisico ai colpi. Un'altra svizzera pretendente al trono, mentre Martina Hingis svetta nel ranking di doppio.

 

Passato il periodo delle Kvitova, delle Jankovic, delle Ivanovic e delle Kuznetsova, questa era di passaggio – perché di questo si tratta – del tennis femminile, può arrivare nel frattempo a premiare e a portare molto in alto ragazze che normalmente sarebbero rimaste piuttosto anonime. Un nome? Madison Keys, la finalista di Roma, che per Serena 'può diventare numero 1 del mondo', che senza dubbio ha delle caratteristiche interessanti, ma che fino agli attuali 21 anni non ha mostrato il talento della campionessa da Slam. Il che non vuol dire che non possa arrivarci, facendo progressi enormi e con alle spalle tanto lavoro. Ma forse è di talento, quello vero, che la Wta ha bisogno per costruirsi un futuro.