blog
home / BLOG / TRE QUARTI DI NOBILTÀ

TRE QUARTI DI NOBILTÀ

Pubblicato il 22 aprile 2016

Tre quarti di finale, tre sconfitte azzurre nei tornei Atp. Tre occasioni mancate, di cui una brucia tanto, tantissimo. Perché che Nadal soffra Fognini è cosa nota, ma che Fabio potesse fare nuovamente lo sgambetto al maiorchino in quel di Barcellona, dopo lo stop per infortunio, lo pensavano davvero in pochi. E lo stesso Fognini parlava di miracolo, alla vigilia, senza darsi troppe chance, almeno davanti ai taccuini. La verità è stata diversa. E bisogna mangiarsi le mani per aver sprecato l'occasione di servire per il set sul 5-4 del secondo parziale, giocato splendidamente dal ligure almeno per tre quarti. Tre quarti di nobiltà, appunto. Con quell'ultimo quarto che manca all'azzurro per riuscire a creare la sorpresa; lo stesso che manca a Nadal, oggi, per poter essere affiancato a Djokovic nella corsa al Roland Garros.

Nadal e Fognini avevano giocato contro cinque volte nel 2015, con tre vittorie dell'italiano. La più clamorosa agli Us Open, da due set di svantaggio. Le altre a Rio e proprio a Barcellona, sulla terra tanto amata dall'iberico. Ma quel Fognini era nella versione migliore mai vista, e soprattutto quel Nadal non era paragonabile a quello odierno. Perché allora Rafa era davvero svuotato, nel pieno di una crisi che lo ha accompagnato fino al titolo di Monte-Carlo. Adesso l'inerzia è cambiata, e mentre Rafa sta crescendo, Fabio ha appena ricominciato a scaldare i motori. L'italiano è riuscito nell'impresa – pur con un problema alla spalla curato dal fisioterapista – di recuperare nel secondo set da 0-2 e 40-15 per il rivale, di annullare tre match-point consecutivi e di trovare alcune soluzioni di fino pregevoli. Poi ha ceduto nettamente al tie-break, Fabio, ma ha dimostrato che la condizione sta tornando. E Roma è qui a un passo, pronta ad applaudirlo.

Da Bucarest, notizie tutto sommato positive per altri due azzurri, Paolo Lorenzi e Marco Cecchinato. Il primo ha sfiorato le semifinali cedendo solo dopo una battaglia al talento francese Lucas Pouille (4-6 6-4 7-5), a segno dopo due ore e 24 minuti di gioco. Il secondo si è dovuto arrendere nettamente al nostro prossimo rivale di Davis, l'argentino Federico Del Bonis (6-2 6-2). Ma le vittorie ottenute contro Marcos Baghdatis e Damir Dzumhur gli hanno portato in dote il miglior risultato della carriera a livello Atp. Non male come rampa di lancio per una stagione sulla terra che potrebbe vederlo protagonista, come chi lo segue si attende da qualche tempo.