blog
home / BLOG / ORGOGLIO BELGA

ORGOGLIO BELGA

Pubblicato il 31 marzo 2016

C'è uno sportivo che restituisce a un Belgio sotto shock per gli attentati l'orgoglio di appartenere a quella fetta di terra nel Nord dell'Europa. Si chiama David Goffin e fino a un paio di stagioni fa non erano in molti a credere in una sua esplosione ad altissimi livelli. “Gioca bene, sì – il commento più generoso che si sentiva in giro per il Tour – ma è troppo leggero, sarà travolto una volta alle prese coi migliori”. Una mezza verità. Perché sì, in effetti David non è l'emblema del tennista moderno, non è uno da 'corri-e-tira' e non è nemmeno un super-atleta. Ma il suo fisico minuto e il profilo basso che tiene in ogni occasione non incidono su un tennis che è una delizia per palati fini. L'ennesima dimostrazione nel Masters 1000 di Miami, la scorsa notte. Contro Gilles Simon, nel match dei quarti della parte alta del tabellone, Goffin ha rimontato un set di svantaggio dominando alla distanza contro uno che, solitamente, non ha paura delle battaglie. È finita 3-6 6-2 6-1, e per il numero 15 al mondo questo significa già un passo avanti: da lunedì sarà numero 13, best ranking e molto vicino a quei top 10 sognati da sempre.

Ora sulla sua strada c'è Novak Djokovic, il numero 1 al mondo, ed è probabile che la corsa finisca lì, di fronte al serbo che contro di lui ha vinto tre volte in altrettanti confronti. Ma c'è da scommettere che David darà battaglia, cercando di emulare per un giorno il suo idolo Roger Federer. Dal quale, sia ben chiaro, tecnicamente ha preso poco, ma che resta un faro nella crescita del 25enne di Rocourt. “Ama il tennis come un bambino che arriva per la prima volta a provare questo sport – dice il belga dell'elvetico, tradendo tutta la sua ammirazione – ed è per questo che per me è stato fonte di ispirazione. Magari non ci somigliamo, ma prendere come esempio la sua professionalità mi ha fatto senz'altro bene”. Forse non arriverà alla vetta del ranking, Goffin, e si dovrà accontentare di essere il migliore al mondo tra quelli che chiedono l'occhio di falco (44% di riuscita, nessuno come lui). Ma nel frattempo il timido belga, tennista della porta accanto, è una dimostrazione che il tennis non è in mano ai giganti, né a quelli che sanno soltanto picchiare. Il tennis, in fondo, è di chi ha talento.