blog
home / BLOG / L’UOMO CHE FECE PIANGERE FEDERER (A 8 ANNI)

L’UOMO CHE FECE PIANGERE FEDERER (A 8 ANNI)

Pubblicato il 2 marzo 2016

Italia-Svizzera del weekend in quel di Pesaro è sfida Davis anomala. Quando mai ricapiterà di vedere un team azzurro talmente superiore ai rossocrociati da avere come quarto rappresentante un giocatore nettamente più avanti nel ranking del migliore avversario? Da una parte c'è Marco Cecchinato, numero 90 al mondo, siciliano che sul rosso è cresciuto sì, ma non abbastanza da insidiare i Seppi e i Fognini (e – per ora – nemmeno i Lorenzi e i Bolelli). Dall'altra c'è tale Marco Chiudinelli, classe 1981, nome italiano e formazione elvetica, per la precisione basilese. Un tipo che la sua fortuna (numero 52 Atp nel 2010, oggi 146) se l'è costruita giorno dopo giorno, lavorando sodo per mettersi alle spalle quella che in fondo, per uno che decide di fare della racchetta il suo mestiere lassù oltre le Alpi, è una iella colossale: nascere nello stesso luogo di Roger Federer, il Migliore di sempre. Soltanto 32 giorni dopo.

Dice: “sono amici da una vita”. Sarà. Fatto sta che non dev'essere facile star sempre lì sul pezzo con quel gigante che adesso fa pure passerella sul red carpet degli Oscar, e che ti fa ombra in ogni momento della carriera. Eppure da piccoli non erano poi così distanti, e ci fu pure una volta in cui Marco riuscì a battere Roger: avevano otto anni e re Federer scoppiò in lacrime quando perse quel long set ai nove giochi. Oggi la distanza sta in 17 Slam o, se preferite, in 96.110.787 dollari, la differenza di prize money aggiornata al primo marzo 2016. Dati che giustificano pure le risposte stizzite, a monosillabi, di un Chiudinelli alle prese con l'ennesima domanda del giornalista: “e il tuo rapporto con Roger?”.

Italia-Svizzera di Pesaro sarà questa e altre storie. Sarà una partita nelle mani dei padroni di casa, mai così favoriti da tempo in un match del gruppo mondiale. Non c'è Fabio Fognini, che si sta curando per rientrare al più presto dall'infortunio agli addominali, ma chi c'è dovrebbe essere sufficiente per tenere a bada la brigata rossocrociata. Una vittoria varrebbe tanto, per gli azzurri, perché il tabellone appare abbordabile, con un eventuale quarto di finale di fronte a polacchi o argentini.

Certo i favoriti sono altrove: i britannici con Andy Murray (ma occhio a Nishikori, pronto a fare lo sgambetto), i serbi con Novak Djokovic, i francesi con Gasquet e Tsonga. Di sicuro si vedrà spettacolo, come nella tradizione di una coppa tanto bella quanto bistrattata. Quell'Insalatiera che magari non potrà avere sempre tutti i migliori in gara, ma che poi nella carriera di un giocatore fa – eccome – la differenza. E riporta un po' di equilibrio, di fronte alle ingiustizie della vita: Federer e Chiudinelli, in fondo, non ne hanno vinta una a testa?