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LA FINE DEL VIAGGIO

Pubblicato il 8 febbraio 2016

Nancy-Marsiglia, viaggio di sola andata tra gloria, sorrisi e trionfi. Ma come in tutte le vacanze arriva sempre il momento di dirsi addio, quell’attimo in cui ci si dà appuntamento per una nuova avventura ma non si conoscono ancore le date e gli itinerari da scoprire. L’Italia di Fed Cup, sconfitta dalla Francia, è arrivata al suo capolinea. Il gruppo storico, l’ossatura vincente, non esiste più. Flavia Pennetta ha detto basta e si gode il suo primo anno di tranquillità, lontana dalle competizioni, nel caldo inverno di Barcellona. Francesca Schiavone, nel weekend vice di Corrado Barazzutti (e futura CT?), sta facendo le prove generali per dirigere la squadra dalla panchina. Roberta Vinci vuole dedicare l’ultima stagione della sua carriera a se stessa, senza “appuntamenti nazionali”. Rimane solo Sara Errani, ma quella vista in Provenza è una giocatrice lontana dal suo miglior momento di forma, anzi. L’ex top ten bolognese sta attraversando una fase delicatissima della sua vita, sia emozionale che professionale. Lo strappo, avvenuto proprio dodici mesi fa a Genova con la sua inseparabile Roberta, è ancora lontano dall’essere ricucito, più nel cuore che nelle gambe. E così la Francia guidata da Amelie Mauresmo vince 4-1 e accede meritatamente al turno successivo.

Proprio Amelie era in campo al Palasport Jean Weiile di Nancy nel 2006, il momento in cui iniziò la cavalcata vincente del gruppo magico azzurro. Lei fu l’unica a portare a casa il punto della bandiera per le transalpine, sconfitte da Schiavone-Pennetta-Santangelo per 4-1. Quell’anno le azzurre si impose successivamente a Saragozza per 3-1 e andarono a vincere la coppa a Charleroi, in casa del Belgio dell’ex numero uno Justine Henin. La prima Fed Cup della storia azzurra, la prima dei quattro trionfi in meno di dieci anni, condite anche da una finale persa in casa della Russia. Un ciclo quasi irripetibile.

Il problema viene ora. Con Camila Giorgi “eterna incompiuta” (ma ancora giovane) è difficile trovare altre due/tre ragazze che possano farle da spalla. Se sarà la Schiavone a guidare il team azzurro avremo la certezza che grinta e determinazione non mancheranno mai. I risultati, però, saranno difficile da eguagliare. Ci vorrà pazienza. Tanta pazienza.

Cade l’Italia e cade anche Maria Sharapova. La russa non è mai scesa in campo nel weekend e non ha potuto nemmeno gioire per la vittoria delle sue compagne, sconfitte nei quarti di finale dell’Olanda di Kiki Bertens (n. 106 del mondo) e Richel Hogenkamp. Bel grattacapo per la divina Maria: se vuole partecipare ai Giochi Olimpici di Rio e difendere l’argento di Londra di quattro anni fa dovrà “sforzarsi” di scendere in campo per gli spareggi. Il regolamento Itf è chiaro, servono almeno tre presenze in nazionale nel quadriennio precedente ai Giochi per poter scendere in campo. La Sharapova, ufficialmente infortunata ma presente in ogni campagna pubblicitaria di questi giorni, dovrà fare un fioretto per la sua amata patria, già bistrattata per le conseguenze dello scandalo doping delle squadre di atletica leggera.

Negli altri incontri vincono la Repubblica Ceca della Kvitova sulla Romania di Simona Halep, la svizzera del trio Bacsinszky-Bencic-Hings sulla Germania della campionessa degli Australian Open Angelique Kerber, gli Stati Uniti sulla Polonia con la sola presenza di Venus Williams e la Spagna del duo Muguruza-Suarez Navarro sulla Serbia.