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GIOVANI E VINCENTI

Pubblicato il 27 luglio 2015

La bandiera austriaca tanto cara a Federico II di Babenberg torna finalmente a sventolare su Umago, cittadina istriana e sede dell’ultimo Open di Croazia. Il merito del successo, a vent’anni esatti di distanza dall’ultimo trionfo di Thomas Muster, è di Dominic Thiem, 21enne di Wiener Neustadt, nel circuito dal 2011, e ottima promessa della racchetta.

Dici Open di Croazia e non ti aspetti un ricco albo d’oro. Tutto il contrario. Sulla terra rossa croata hanno vinto Carlos Moyá (ex numero uno al mondo), Magnus Norman, Marcelo Rios, Nikolaj Davydenko, Alberto Berasategui, Marin ?ili? e Stanislas Wawrinka. Qui gli italiani non sono stati fortunati: Filippo Volandri è arrivato in finale consecutivamente due volte ma ha sempre perso, destino condiviso con Potito Starace e Fabio Fognini nel 2013. Ha perso anche un giovane Novak Djokovic nel 2006 contro StanMan per abbandonò dopo il 6-6 nel primo set.

La 26esima edizione del torneo ATP 250 ha incoronato Dominic Thiem, facile vincitore contro il portoghese Joao Sousa, capace in questa edizione di estromettere dal cammino sia Andreas Seppi (testa di serie numero 3 che da oggi dice addio alla Top-25) che Fabio Fognini. Il giovane austriaco si conferma una promessa di livello assoluto e con l’exploit di Umago continua la sua marcia di avvicinamento alla Top 20 nonché mette in bacheca il suo secondo torneo ATP dopo quello di Nizza.

Thiem benedice la terra rossa come lo fu per Muster. Ama il gioco da fondo, l’aggressività con il dritto, gioca un buon rovescio ad una mano ma pecca ancora nelle palle al volo. Da dieci anni segue le istruzioni del suo allenatore, Gunter Bresnik, con un passato da coach anche di Boris Becker. Segnatelo nella vostra agenda, del giovane Thiem sentiremo parlare.

A molti chilometri di distanza, ma sempre sul mare, Benoit Paire vince il primo torneo ATP della sua carriera battendo, nella finale dello SkiStar Swedish Open di Bastad, lo spagnolo Tommy Robredo. Paire ha sfatato il famoso detto “non c’è due senza tre” e dopo le debacle di Belgrado e Montpellier riesce finalmente a fare suo un Master 250. Da oggi è numero 42 del mondo, una bella risalita per un ragazzo classe 1989, pochi mesi fa fuori dai migliori cento giocatori del mondo.

E se si parla di giovani e vincenti, almeno nel weekend, come non menzionare Bernard Tomic? L’australiano più chiacchierato delle ultime settimane fa suo il Bogotà Open dopo aver sconfitto in Colombia il francese Adrian Mannarino in tre set. Dopo essere stato etichettato per diverse stagioni come la miglior promessa aussie, dopo aver organizzato un party finito con l’arresto a Miami, dopo aver aperto una battaglia polemica contro la sua federazione, Bernard si è anche ricordato di essere capace di giocare a tennis ed ha bissato il successo di dodici mesi fa.

Il bad boy australiano è il terzo giocatore nato negli anni ’90, dopo Raonic e Dimitrov, ad aver vinto almeno tre titoli ATP in carriera. Sfuma il primo successo invece per Mannarino, che era alla seconda finale in stagione, dopo quella persa ad Auckland ad inizio anno.

Chi dei tre riuscirà a farsi strada nel regno della racchetta, ora saldamente in mano a Re Nole?