blog
home / BLOG / Vita da FabFour

Vita da FabFour

Pubblicato il 13 maggio 2015

Gioca, non gioca; gioca, non gioca; gioca, non gioca. Abbiamo sfogliato la margherita scozzese tutto il giorno prima di scoprire (finalmente) che Andy Murray parteciperà agli Internazionali BNL d’Italia. Il recente campione di Madrid aveva destato molti sospetti: un allenamento mattutino con una tutina da palombaro decisamente fuori luogo quando il sole già faceva ardere la terra rossa dei campi di allenamento, una conferenza stampa enigmatica (deciderò se partecipare solo dopo la merenda delle cinque) e una ridotta voglia di sfidare i migliori. Non per codardia, ci mancherebbe, ma per una stanchezza accumulata nelle settimane precedenti, ovvero le sue migliori della carriera sulla terra battuta con i successi di Monaco di Baviera e soprattutto nella capitale spagnola. A onor del vero è giusto ricordare che il neo-sposo Andy ha giocato spesso nella fascia serale, finendo molte volte alle ore piccole. Quando parlava di stanchezza accumulata nessuno poteva dire nulla. Vincere è bello ma per farlo bisogna scendere in campo e consumare energie. Un piccolo cane che si morde la coda. Il suo debutto sarà con il francese Jeremy Chardy, lo stesso che dodici mesi fa estromise Roger Federer dal tabellone romano.

Ecco, SirRoger. Anche oggi doppia seduta d’allenamento con il ct svizzero di Coppa Davis prima del debutto nel serale di mercoledì contro Pablo Cuevas. L’uruguaiano è stato l’ultimo avversario di Federer nel Master turco di Istanbul, tappa che ha portato Roger nello stretto del Bosforo più per piacere da turista che da tennista. Le sue prestazioni pre-Roland Garros sono state abbastanza fiacche e qui a Roma, l’anno scorso, trascorse così poche ore da passare quasi inosservato. Perse infatti al primo turno con la mente ai due gemellini appena nati lasciati nella terra del cioccolato. 

Avrà fatto pressioni Rafa Nadal agli organizzatori del torneo per scendere in campo nel torrido pomeriggio piuttosto che nella ventilata serata romana? Il dubbio è legittimo solo se guardiamo al secondo amore del maiorchino dopo la racchetta: il fùtbol. Il suo Real Madrid sarà impegnato nella semifinale di Champions League contro la Juventus. La “remuntada” delle merengues passa anche dal tifo del nove volte campione di Parigi. Già lo immaginiamo in tenuta fantozziana davanti alla tv con ciabatte, piazza sul tavolino e sciarpa al collo.

Chi ha già fatto il suo dovere è Novak Djokovic. Un dovere non senza patemi per i tanti tifosi che gridano sempre forte il suo nome sul Centrale. Il numero uno del mondo ha perso un set contro lo spagnolo Nico Almagro, ha faticato fino al 3-3 del terzo per poi mettere la freccia e portare a casa il primo sigillo. Sappiamo che è un diesel, cresce nelle prestazioni più sta in campo. Oggi ha fatto il primo tagliando.

I favolosi FabFour sono qui. Nonostante Rafa mai così in basso in classifica e annoiato delle tante domande su un possibile cambio di allenatore (non volercene a male Rafa, è che dopo tanti anni con zio Toni prendere consigli da qualcun altro non sarebbe scandaloso, lo hanno fatto così in tanti…), nonostante Murray spronato da Amelie a dire di sì agli organizzatori quasi controvoglia, nonostante Federer debba ancora capire cosa fare della sua campagna italiana, nonostante la partenza lenta di Nole, nonostante tutto, i FabFour sono qui.

Non sono certo da soli: Tsonga ha regalato un fiore a una deliziosa fan dopo aver battuto Querrey, Wawrinka un po’ di spettacolo con Juan Monaco. Lasciano il gruppo Cilic e Kyrgios, decisamente a disagio con il caldo e la terra romana. 

Le speranze italiane hanno un nome e un cognome: Fabio Fognini. Dall’altra parte della rete ci sarà il Sharapova-boy-Dimitrov. Riuscirà ad interrompere la striscia negativa contro il bulgaro? Il Pietrangeli sarà un catino di emozioni. Anche le statue di marmo faranno il tifo per lui. Anche Flavia Pennetta, libera da impegni di gioco dopo la sconfitta al primo turno del singolare. Ahimè.