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PESCI D’APRILE

Pubblicato il 1 aprile 2015

Non solo giornalisti, compagni di scuola o agenzie di stampa, anche i tennisti hanno voluto partecipare al consueto scherzo del primo d’aprile. C’è chi lo ha fatto ironizzando sul suo futuro allenatore, chi candidandosi in politica, chi minacciando l’addio al social network dei cinguettii.
 
Dodici mesi fa a scherzare per il pesce d’aprile ci pensò il gigante Ivo Karlovic. Il secondo uomo al mondo per numero di ace in carriera, dietro solo al suo connazionale Ivanisevic, dava per sicuro il ritorno in panchina di Ivan Lendl, proprio per sostenere la crescita tennistica del trentacinquenne croato. "Il mio nuovo coach è Ivan Lendl. Ivan mi ha detto che non lo fa per soldi, ma perché vuole finalmente vedere qualche colpo vincente”. La bufala è durata il tempo di un’infusione di una bustina di te. Troppo inverosimile che l’ex coach di Andy Murray, con le numerose offerte sempre presenti sulla sua scrivania, avesse deciso di abbandonare gli amati campi da golf per aiutare il gigante di Zagabria.
 
E cosa avrà pensato la leggenda di Ostrava nel leggere la volontà del suo connazionale Tomas Berdych di scendere in campo, ma non su un rettangolo con la rete in mezzo bensì in politica? “A seguito della nuova crisi politica in atto nel mio Paese, ho deciso di correre per le prossime elezioni presidenziali”. Così recitava il comunicato dell’attuale numero 9 al mondo, dichiarazione che non ha convinto nessuno fin dal principio. Berdych ha un ottimo seguito tra i concittadini ma non gli è mai passato per la testa di sedere sulla poltrona che fu di Václav Havel, sostenitore della non-violenza e leader carismatico della Rivoluzione di Velluto del 1989.
 
Qualche attenzione in più ci fu quando Marat Safin ventilò l’idea di tornare ad impugnare una racchetta. Numero uno al mondo nel novembre del 2000, vincitore di due prove del Grande Slam (US Open e Australian Open), dopo aver visto l’eterna giovinezza di Roger Federer o Tommy Haas, pensò di rimettere i pantaloncini. Durò un solo giorno. Troppi i sei anni di inattività e troppo importante il ruolo di vicepresidente della Federazione Russa. Scherzo ben riuscito.
 
Prima di Amelie Mauresmo erano in tanti a cercare il posto di capo allenatore di Andy Murray. Il sodalizio con Ivan Lendl gli permise di vincere i tornei più importanti e togliersi di dosso l’etichetta dell’eterno perdente. Murray, dodici mesi fa, attraverso twitter disse: "Due notizie: oggi si inaugura il Cromlix Hotel a Dunblane, mentre domani ci sarà l'annuncio del mio nuovo coach”. Tutti in trepidante attesa e pronti a scommettere sul nuovo allenatore, ma era solo uno scherzo. Che Murray non sia all’apparenza un giocherellone non c’è dubbio, che abbia il vizio del pesce d’aprile nemmeno. Tre anni fa diversi media gli diedero credito quando disse che Ross Hutchins, ex tennista britannico e specialista del doppio, sarebbe diventato il suo coach al fianco di Daniel Vallverdu.
 
Twitter fu anche il terreno preferito per lo scherzo della bella Ana Ivanovic. La serba fece piangere molti suoi fans per l’annuncio di un imminente addio del social network a causa di una violazione della privacy. Notizia smentita senza appelli dopo poche ore.
 
Di chi sarà la prossima bufala?

Photo credit: 96249269/Getty Images