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PACE FATTA NEL DESERTO

Pubblicato il 12 marzo 2015

Lo sbarco nel deserto compie quarant’anni, almeno per quanto riguarda il tabellone maschile. Con Indian Wells prende il via la stagione dei mini-Major, ovvero i Master 1000, che in molti casi non hanno nulla da invidiare ai prestigiosi Slam. E la tappa della West Coast ne è un esempio concreto: tutti, sia giocatori che giocatrici, non hanno voluto far mancare il proprio cognome per il sorteggio. Gli sponsor fanno a gara per essere main-partner, gli spettatori la fila al botteghino per prendere i tagliandi e accedere allo spettacolare Tennis Garden nella Coachella Valley, incantevole paesaggio tra il Joashua Tree National Park e Palm Springs.

 

Nato nel 1974 a Tucson in Arizona, è stato un torneo itinerante per diverse edizioni, prima della consacrazione definitiva nella sede attuale, con impianti di ultima generazione e un Centrale da oltre 16.000 posti. Le donne hanno dovuto aspettare un po’ di più: la prima edizione è infatti datata 1989.

 

Ventiquattro vincitori tra gli uomini, con il record di successi che spetta a un giovanotto svizzero di nome Roger Federer (4), seguito da Connors, Chang, Rafa Nadal e Novak Djokovic “fermi” a quota 3. Il più giovane vincitore del torneo è stato l’attuale allenatore del serbo, Boris Becker, campione quando ancora non aveva vent’anni, il più presente in tabellone Andre Agassi (18 partecipazioni). Dodici mesi fa Nole vinse una bella finale in tre set contro il fenomeno di Basilea, un torneo segnato dalla prematura uscita al secondo turno di Nadal (campione nel 2013) per mano di Alexandr Dolgopolov.

Il sorteggio di quest’anno prevede un quarto teorico tra Djokovic e Ferrer (già vincitore di tre tornei nel 2015), Murray è nella parte di Nishikori nonché del nostro Fognini; interessante la parte bassa: Nadal è nel settore di Raonic, ma anche di Dimitrov, Kyrgios e di Bolelli, con l’italiano impegnato al primo turno con Bellucci e, in caso di vittoria, contro il canadese, la terza volta in questa stagione, un’ipotetica rivincita di Marsiglia. L’ultimo quarto è quello di SirRoger, impegnato fin da subito con un avversario tosto come Janowicz. Con lui anche Seppi,  Youzhny ma soprattutto Berdych e l’amico StanMan Wawrinka. Ultima postilla: Juan Martin Del Potro aveva dato appuntamento per il suo ritorno ma anche in questa volta ha dovuto dare forfait.

Tra le donne il ricordo di dodici mesi fa è quello più dolce per i colori azzurri. Flavia Pennetta vinceva qui il suo decimo torneo in carriera, a 32 anni, battendo in finale la polacca Agnetszka Radwanska, numero 3 del ranking. La brindisina aveva prima eliminato Samantha Stosur, Camila Giorgi nel derby Made in Italy, la padrona di casa Stephens e soprattutto la cinese Na Li. Un successo che sapeva di rivincita dopo l’operazione e la lenta guarigione.

 

La notizia con la N maiuscola è però il ritorno in California di Serena Williams, campionessa qui in due occasioni (1999 e 2001) ma assente da 14 anni dopo il brutto caso di razzismo. Un boicottaggio che scaturì dopo la semifinale non disputata tra le due sorelle, con Venus costretta all’abbandono per un problema al ginocchio prima ancora del primo quindici. Una decisione presa (si disse) per volere del padre-padrone quanto l’impianto era già gremito in ogni ordine di posto. La stampa (tutta) parlò di aggiustamento volontario dei match tra le sorelle, così da ripartire equamente vittorie, sponsor e gloria.

Durante la finale tra Serena e Kim Clijsters, al loro ingresso nel box degli spettatori, papà Richard e Venus furono sommersi da fischi ed epiteti, trattamento analogo riservato anche a Serena sul terreno di gioco. A fine match le dichiarazioni non lasciavano dubbi: “I bianchi di Indian Wells hanno finalmente detto quello che pensano di noi (‘negro, non ti vogliamo, stai lontano da qui). E’ il peggior episodio di intolleranza dai tempi di Martin Luther King”. Serena vinse quel torneo ma passò ore nello spogliatoio in lacrime.

 

Ora torna in tabellone, e con lei le migliori. La numero uno del mondo pesca nella sua metà Halep, Makarova e Radwanska; nella parte bassa insieme a Sharapova ci sono Flavia, Azarenka e Wozniacki.

Photo credits: 163427251/GettyImages