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IL PRIMO BALLO

Pubblicato il 2 febbraio 2015

È la prima volta che ballano insieme, seppure solo ‘metaforicamente’ e senza la necessità di indossare lo smoking. Prendiamo in prestito la tradizionale cerimonia di chiusura di Wimbledon, quella in cui il vincitore e la vincitrice dei Championships danzano in abito da sera la domenica di chiusura, sorridenti e felici per le loro vittorie, per segnalare un dato curioso: Serena Williams, con la vittoria di Melbourne, è arrivata al suo 19º Slam in carriera; Nole Djokovic, dopo aver battuto Andy Murray in finale, ha messo in bacheca il suo quinto Australian Open nonché il suo ottavo Major. Eppure non avevano mai vinto contemporaneamente.

 

Un dato particolare soprattutto se consideriamo il primo Grande Torneo della stagione, quella che ha visto Serena vincitrice già in sei occasioni e Nole in cinque. Una curiosità che ora va agli archivi dopo i rispettivi successi sulla russa Sharapova e sul talento scozzese allenato da Amelie Mauresemo.

 

Hanno vinto i migliori, i più forti, i più in forma, i numeri uno al mondo. Serena, nella sua nuova dimensione zen ci piace molto: “Quando ero piccola non ero certo in una famiglia ricca di soldi, ma ero ricca di spirito. Non avrei mai pensato di poter vincere 19 slam, andavo in campo sperando di essere una brava giocatrice, voglio essere un’ispirazione e un modello. Vi dico: cercate di non mollare mai, cercate di trovare qualcuno che vi ispiri a seguire i vostri sogni”. Quasi da libro Cuore. Onore a Maria che continua nel suo incubo (l’ultima vittoria contro la Williams è datata 2004, poi sedici sconfitte consecutive) ma ha saputo dare spettacolo in una finale combattuta.

C’era da aspettarsi una maratona nella finale maschile visti i due contendenti. E per quasi 3/4 dell’incontro è stato così. Poi Andy ha mollato gli ormeggi e lasciato scappare Djokovic alla vittoria. Troppe le occasioni mancate, la testa prima del fisico ha determinato la sua quarta finale persa qui a Melbourne, la terza per mano del serbo. Non è stata una finale bellissima (come la semifinale tra Djokovic e Wawrinka), giocata molto più sui nervi che sui diritti o rovesci. Di una cosa siamo sicuri: Wimbledon è il giardino di casa Federer, Parigi il terreno dorato di rosso di Nadal, Melbourne diventa di diritto la seconda dimora di Djokovic. Murray saluta con qualche piccola nota polemica sull’atteggiamento in campo del suo avversario-amico. Le parole a caldo non sono mai le più indicate per fare commenti.

Complessivamente i tornei maschili e femminili hanno rispettato i pronostici, senza novità di rilievo. Anzi, due sì: la prima sorride all’Italia e all’ottimo Australian Open di Andreas Seppi, capace di battere SirRoger Federer e ad arrivare al match point contro l’idolo di casa Krygios, per poi cedere al quinto set. In campo femminile Madison Keys potrebbe essere la sua campionessa americana: ha carattere, forza mentale, tecnica. Si ispira a Li Na ma ha il dna vincente di Serena.

 

La gioia più grande per gli italiani è il trionfo di Simone Bolelli e Fabio Fognini, capaci di vincere il doppio maschile multi lustri dopo quello di Pietrangeli-Sirola (Parigi 1959). Hanno fatto la storia e fatto festa contro i francesi Herbert-Mahut. Eravamo abituati (bene) alle vittorie di Sara Errani e Roberta Vinci, speriamo di poter replicare con i due ragazzi di Davis. Chissà Barazzutti come se la ride per la trasferta in Kazakistan dopo aver visto un Seppi così solido in singolare e un doppio capace di vincere un Major.

In totale l’Italia ha vinto 15 titoli nella sua storia: 3 in singolare maschile (2 Pietrangeli e 1 Panatta a Parigi), uno nel singolare femminile (Schiavone, sempre a Parigi), 2 nel doppio maschile, 7 nel doppio femminile e 2 nel misto.

 

Cosa ricordare di extra-tennistico di questi Australian Open 2015? Sicuramente la verve polemica e la maglietta indossata in finale dalla futura signora Murray, Kim Sears. Prima gli epiteti contro Berdych in semifinale, poi la T-shirt dai “contenuti espliciti” di domenica. Il rosa pallido di Nadal, non tanto per la sua divisa ma per il broncio con il quale ha lasciato Melbourne. I colori e i rumori del pubblico, come sempre.  È mancato il caldo torrido, quello che faceva svenire i giocatori in campo e i tifosi in tribuna. Si è sentita con gioia la sua mancanza.

 

Il primo mese di grande tennis si chiude. Ora il passaggio con le nazionali (Fed e Davis) per poi continuare la primavera del cemento prima del trasloco sul rosso.

I giocatori da battere? Nole e Serena, naturalmente.

Photo credits:

Novak Djokovic: 62644898/GettyImages

Serena Williams: 462598356/GettyImages