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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZO AUTUNNO

Pubblicato il 24 novembre 2014

SirRoger Federer ha vinto la Coppa Davis, la prima della storia della Svizzera. Le lacrime post partita del campione nativo di Basilea sono reali al 100% e non di coccodrillo. Lui ci teneva veramente a portare la sua nazionale sul gradino più alto della più importante competizione tennista a squadre. Vincere la Davis non era solo una nuova coccarda da cucire sulla giacca del già 17 volte campione di uno Slam, vincere la Davis era il coronamento del sogno da bambino.

Lo può testimoniare Marco Chiudinelli, terzo singolarista della squadra rossocrociata e amico dai tempi dell’infanzia. Con Federer ha condiviso l’adolescenza, grazie a Federer ha potuto sollevare l’insalatiera, lui attuale numero 169 del mondo e con nessun titolo ATP vinto in carriera.

La Svizzera non sarebbe campione senza StanMan Wawrinka. Il vincitore dell’Australian Open di inizio anno non solo ha regalato il primo punto alla sua squadra il venerdì contro Tsonga (apparso molto sotto tono), ma ha arricchito il doppio di qualità e potenza. Federer debuttò in Davis nel 1999 contro l’Italia a Neuchatel ma sono negli ultimi mesi ha potuto contare su un vero compagno di squadra e non solo su un discreto giocatore-amico d’infanzia.

Per capirci: nel 2004 quando Roger Federer sfiorò il Grande Slam (vinse Australian Open-Wimbledon-US Open) sfidò la Francia di Arnaud Clement (oggi ct transalpino) con “l’aiuto” di Ivo Heuberger e Michel Kratochvil, due nomi sconosciuti anche ai più appassionati della racchetta. Bene, oggi la Svizzera può schierare il numero 2 e il numero 4 al mondo, entrambi in un ottimo stato di forma, sia fisica che mentale. È giusto che la Svizzera sia campione. Onore alla Francia. La scelta di stimolare i tifosi dentro uno stadio di calcio ha fatto battere il record di presenti in una partita di tennis (27.448 paganti). I galletti hanno scelto la superficie più idonea alle loro caratteristiche ma di fronte a questa Svizzera c’era veramente poco da fare.

Onore a Richard Gasquet. Il nativo di Beziers (ma residente in Svizzera…) ha impreziosito la partita decisiva contro Federer con ottimi colpi e grande cuore. Il risultato, 4-6 2-6 2-6, potrebbe raccontare di una partita semplice e non combattuto. Non è stato così. La speranza francese era che Roger, pur in crescita di condizione dopo il forfait di domenica scorsa nella finale del Master di Londra contro il numero uno Novak Djokovic, avesse alcuni problemi di spostamento e di mobilità a causa dei dolori alla schiena, evidenziati nella sconfitta di venerdì in appena tre set contro Monfils. Nulla da fare.

Il desiderio di Roger di vincere la coppa è stato più forte di qualsiasi iniezione di cortisone. Otto milioni di svizzeri sono in festa. Anche i quattro figli e la moglie di Federer. Magari ci scappa pure un abbraccio con Wawrinka…! Per coronare il sogno di una notte di mezzo autunno vissuta a Lille. Un sogno diventato realtà.

 
Photo credit: EPA/YOAN VALAT