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TANTO GENIO E MOLTA SREGOLATEZZA

Pubblicato il 5 novembre 2014

Josè Perlas e David Ferrer parlano la stessa lingua anche se non vivono (ancora) sotto lo stesso tetto. L’allenatore spagnolo, anni fa, portò Carlos Moya al numero uno ATP e gli fece vincere il Roland Garros. Un bis che ebbe il lusso di ripetere, ma senza la prima posizione mondiale, con Albert Costa, altro suo connazionale. 

È quasi naturale che David Ferrer, fuori dai migliori otto per le Finals di Londra, stia programmando con attenzione il 2015 e il tecnico campione con la nazionale delle Furie rosse per due edizioni (2000 e 2004) sembra fatto su misura per lui. Nonostante le smentite di rito, la presenza di Perlas per gli incontri di Parigi-Bercy è più che un indizio. Ne sapremo a breve qualcosa di più.

Certo che Josè Perlas un lavoro e un atleta da far crescere ce l’ha già ma non sembra che il feeling tra lui e Fabio Fognini sia ai massimi storici. Dopo due stagioni in chiaroscuro, il numero uno azzurro ha destato non poche perplessità al suo coach. In una recente intervista, Perlas ha sottolineato come le pressioni e le aspettative sul giocatore ligure quest’anno sono state altissime ma lui non è riuscito a dominarle e a trasformarle in forza propositiva. Anzi: le sue continue sfuriate contro arbitri, familiari o allenatori non sono affatto piaciute al tecnico iberico che sta seriamente pensando di abbandonare il talento italiano. Non a caso ha testualmente detto “il mio contratto scade a novembre, poi prenderemo una decisione”. Sembra la frase di rito pre-divorzio.

Se dunque Perlas vola tra le braccia del più taciturno Ferrer, chi prenderà il posto dall’altra parte della rete di allenamento per Fabio Fognini? Ma certo, John McEnroe! Nonostante le possibilità che Super Brat possa diventare il nuovo tecnico dell’atleta di Alma di Taggia siano allo 0,1% ci piace sognare questo duo tutto genio e molta sregolatezza.

Insomma, solo una testa calda può capire una testa calda. Ve li immaginate urlanti per una pallina vicino alla riga a protestare l’uno l’altro in un normale pomeriggio di allenamento? O vi immaginate BigMac nella tribunetta di Wimbledon a fare il tifo gridando come un hoolingans per un passante di Fognini, magari in un incontro con SirRoger Federer? Sì, per Fabio magari ci vorrebbe un allenatore alla Piatti, l’uomo che sta plasmando il gioco di Milos Raonic. Ma per un momento, perché non sognare un Fognini alla McEnroe? Sulle sfuriate non ci sarebbe certo da lavorare, sul gioco del tennis magari sì, soprattutto se si vuole arrivare tra i primi dieci del mondo.

Photo credit: Photo Works / Shutterstock.com